Ostia, l’estate che non c’è: tra spiagge deserte e il peso del Giubileo
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Redazione Interno
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Mentre il sole picchia implacabile sull’asfalto e la sabbia brucia sotto i piedi, il litorale di Ostia sembra vivere in un’altra dimensione. Quella di un’estate che, nonostante il calendario segni agosto, fatica a decollare. Bar semivuoti, ristoranti con tavoli liberi e stabilimenti che fanno i conti con un calo di presenze che, secondo i gestori, sfiora il 20%. «Respiriamo solo nel weekend», ammette Gabriele, titolare de La Conchiglia, mentre osserva una fila di ombrelloni desolatamente vuoti.
La crisi, che sta colpendo gran parte delle località balneari italiane, qui assume toni particolarmente amari. I romani, tradizionalmente fedeli alla spiaggia di casa, quest’anno sembrano essersi dileguati, mentre i turisti – quelli che ancora resistono – si contano sulle dita. «Avanti, c’è posto», è l’invito malinconico che risuona tra i lidi, dove persino i prezzi più bassi non bastano a riempire gli spazi. C’è chi propone lettini a poche decine di euro e chi, all’estremo opposto, spera di attirare clienti con gazebo da 2.200 euro. Ma il risultato, almeno finora, è lo stesso: lungomare silenziosi e posti auto che non mancano mai.
La polemica sui costi esorbitanti, sollevata anche dall’attore Alessandro Gassmann con un post sui social, ha acceso i riflettori su un problema che va oltre la semplice congiuntura economica. I gestori, dal canto loro, ribattono elencando rincari di ogni tipo, dall’energia alla manodopera. Ma la sensazione è che, tra una giustificazione e l’altra, si sia perso di vista un elemento cruciale: la sostenibilità di un modello che, in troppi casi, ha puntato sul breve termine.
C’è poi un altro fattore, sottolineato a più voci dagli operatori del settore: il Giubileo. «Hanno pensato solo a quello», si lamenta qualcuno, alludendo a risorse e attenzioni politiche concentrate altrove. Mentre Roma si prepara all’evento religioso, Ostia – con il suo indotto fatto di piccole imprese e lavoratori stagionali – resta sullo sfondo, quasi dimenticata.




