Dermatite nodulare dei bovini, terzo focolaio in Sardegna: sette i capi malati, quattro le carcasse smaltite
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
L’allarme, per chi opera nel comparto zootecnico sardo, torna a farsi concreto. La dermatite nodulare contagiosa dei bovini, patologia virale nota anche come Lumpy Skin Disease, ha infatti varcato nuovamente i confini di un’isola che già in passato aveva dovuto fare i conti con la sua capacità di diffusione. A fornire l’aggiornamento più recente – sulla scorta dei dati diffusi dal bollettino epidemiologico nazionale veterinario – è l’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo, che svolge funzioni di centro di riferimento italiano proprio per questa malattia. Ebbene, i focolai accertati salgono a tre: tutti localizzati nel sud della Sardegna, più precisamente nel Sarrabus.
L’evoluzione dei contagi tra Muravera e Villaputzu
Dopo il primo caso, individuato nei giorni scorsi a Muravera, ne sono emersi altri due. Uno, ulteriore, ancora nello stesso comune; l’altro, invece, nel vicino centro di Villaputzu. Si tratta, va detto, di una recrudescenza che gli allevatori della zona temevano, visto che il virus – trasmesso principalmente da insetti vettori come zanzare e mosche – trova nel clima mite e umido della regione un alleato formidabile. L’Istituto abruzzese, le cui analisi fanno fede in ambito nazionale, ha confermato senza margini di dubbio la positività dei nuovi allevamenti colpiti.
Il bilancio sanitario: vitelli, madri vaccinate e smaltimento
Il quadro epidemiologico, per quanto ancora circoscritto, mostra numeri in crescita. I capi malati, si legge nel bollettino, passano da cinque a sette. Tra questi, una particolarità che merita attenzione: i primi cinque animali infetti erano tutti vitelli, nati da madri che erano state precedentemente vaccinate. Un dettaglio, questo, che gli specialisti dell’istituto stanno ancora valutando sul piano immunologico, senza però al momento trarre conclusioni definitive. Quanto agli esiti più gravi, quattro bovini sono morti; le loro carcasse – come prevedono i protocolli per le malattie soggette a denuncia obbligatoria – sono già state smaltite, in modo da ridurre al minimo il rischio di ulteriore diffusione del contagio attraverso liquidi biologici o contatti indiretti.
La reazione del mondo agricolo: Cia chiede un confronto urgente con la Regione
Il riemergere dei casi, inevitabilmente, riaccende la preoccupazione all’interno del comparto zootecnico isolano. A farsi portavoce di questa inquietudine è stata Cia Agricoltori Sardegna, organizzazione che ha sollecitato un confronto immediato con la Regione. La richiesta, formulata senza giri di parole, punta alla convocazione urgente di un incontro – al quale dovrebbero partecipare le associazioni di categoria e tutti i soggetti coinvolti nella gestione della sanità animale – per fare il punto sulle azioni già avviate e definire le prossime misure da adottare. Un appello, quello di Cia, che arriva mentre il sistema di sorveglianza cerca di tenere sotto controllo anche un’altra patologia, la blue tongue, la cui circolazione non è mai del tutto sparita nell’isola.
Il ruolo dell’Istituto zooprofilattico e la gestione dei focolai
L’Istituto dell’Abruzzo, va ricordato, è il laboratorio di riferimento nazionale per la dermatite nodulare: ogni conferma ufficiale passa attraverso i suoi esami, che hanno valore legale per le misure di polizia veterinaria. I due nuovi focolai, pertanto, non rappresentano semplici sospetti ma veri e propri allarmi certificati. Le autorità sanitarie locali, in coordinamento con il ministero della Salute, hanno già attivato le procedure previste dai piani di emergenza: istituzione di zone di protezione e sorveglianza, restrizione ai movimenti degli animali, e monitoraggio intensivo negli allevamenti del circondario. La speranza, nel mondo degli allevatori, è che la catena dei contagi si interrompa prima di allargarsi ad altre zone produttive dell’isola.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
