Garlasco, la criminologa Bruzzone segnalata all'Ordine dopo le dichiarazioni su Stasi

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La serata di "Ore 14 Sera", il talk di approfondimento e inchiesta condotto da Milo Infante su Rai 2, si preannuncia particolarmente intensa, poiché dedicherà uno spazio predominante alle intricate vicende che ancora avvolgono il delitto di Garlasco. Contrariamente a quanto molti si aspettavano, il programma, la cui messa in onda è stata prolungata dalla Rai fino a dicembre a causa degli ascolti positivi, torna a occuparsi di un caso che, a distanza di anni, continua a generare accesi dibattiti e nuovi, rilevanti sviluppi giudiziari e professionali.

La segnalazione all'Ordine degli Psicologi

Proprio in queste ore, infatti, l'attenzione si è spostata su un episodio che coinvolge direttamente la nota criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone. L'avvocato Marco Felipe Perfetti ha reso noto di aver formalmente segnalato la professionista all'Ordine degli Psicologi delle Marche, sostenendo che le sue dichiarazioni pubbliche, in particolare quelle riguardanti la figura di Alberto Stasi – l'uomo condannato per l'omicidio di Chiara Poggi – avrebbero potuto arrecare un danno all'immagine dell'intera categoria. La contestazione centrale, come emerso dalle dichiarazioni dello stesso legale, ruota attorno all'ipotesi che la Bruzzone avrebbe formulato una sorta di diagnosi psichiatrica su Stasi senza averlo mai visitato, una pratica che, se confermata, solleverebbe questioni deontologiche di non poco conto.

La replica netta della criminologa Bruzzone

La reazione della criminologa non si è fatta attendere e si è caratterizzata per un tono di netta e ferma contrarietà. La Bruzzone ha categoricamente respinto ogni accusa, definendo gli esposti presentati come del tutto "infondati" e affermando con decisione: "Io non ho mai formulato una diagnosi psichiatrica su Alberto Stasi". In un suo sfogo, riportato da alcune testate, ha poi aggiunto che le sentenze definitive e le perizie ufficiali depositate negli atti processuali "parlano da sole", implicitamente rimarcando come le sue considerazioni si siano basate su documenti giudiziari e non su valutazioni personali estemporanee. Ha infine lanciato un monito, affermando che con gli autori di tali segnalazioni "avremo modo di riparlarne davanti a un giudice", lasciando intendere la possibilità di future azioni legali a sua volta.

Il contesto più ampio del caso

Questo scontro tra professionisti si inserisce in un contesto già di per sé teso, che vede da un lato le recenti vicende legate ad Andrea Sempio e alla sua famiglia, e dall'altro il proliferare di commenti e interventi televisivi che, inevitabilmente, alimentano nuove polemiche. Anche la legale Bocellari, in una circostanza separata, era intervenuta criticando aspramente le "diagnosi di professionisti che non hanno mai conosciuto il paziente", una presa di posizione che sembra riflettere un malessere più generale all'interno del mondo forense e psicologico riguardo alla divulgazione pubblica di casi giudiziari così sensibili.

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