Askatasuna, assolti dall’accusa di associazione a delinquere: il teorema accusatorio si sgretola

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non servivano le motivazioni della sentenza per capirlo: il dispositivo ha parlato chiaro. Quello che la procura di Torino e la Digos avevano definito un’associazione per delinquere, con presunti legami eversivi, è stato smontato punto per punto. La giudice Federica Bompieri, nel leggere la sentenza, ha dichiarato senza mezzi termini che «il fatto non sussiste» per 16 degli imputati, travolti da un’accusa che, dopo due anni di processo, si è rivelata infondata.

In aula, i militanti e i sostenitori del centro sociale No Tav hanno accolto con applausi e cori la decisione, interrompendo per un attimo la formalità del rito. Un gesto che ha costretto la giudice a richiamare all’ordine, ma che rifletteva il sollievo di chi, dopo anni di indagini e intercettazioni, si è visto scagionare dall’imputazione più grave. Non solo: molte delle accuse specifiche – comprese quelle che avrebbero potuto portare a risarcimenti milionari richiesti dalla presidenza del Consiglio e da alcuni ministeri – sono state archiviate.

Dei 28 imputati, 18 hanno ricevuto condanne per reati minori, ma il cuore dell’inchiesta, quel «teorema» costruito attorno all’idea di un’organizzazione criminale, è crollato. Andrea Bonadonna, uno degli attivisti coinvolti, ha commentato la sentenza davanti al Palagiustizia, sottolineando come la lotta per i diritti e il territorio non possa essere equiparata alla delinquenza. Le richieste di risarcimento, che ammontavano a sette milioni di euro, si sono ridotte a una cifra simbolica di 500 euro, confermando l’inconsistenza delle pretese avanzate dall’accusa.

Il processo, seguito da tensioni e proteste, ha visto la difesa contestare fin dall’inizio l’impianto accusatorio, basato su un’interpretazione estensiva di atti e dialoghi intercettati. Ora, con la sentenza di primo grado, quel castello di supposizioni ha mostrato tutte le sue crepe. Restano le condanne per alcuni episodi, ma il nucleo dell’accusa – quello che avrebbe dovuto dimostrare l’esistenza di un’organizzazione strutturata – è svanito.

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