Bergamo, la paura dei genitori della bimba afferrata al supermercato: “Agito d’istinto, non pensi”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La domenica sera, per quella giovane coppia di Bergamo, non ha portato la quiete che solitamente accompagna il termine del fine settimana. I loro pensieri, invece, sono ancora saldamente ancorati a quei secondi di terrore vissuti nel pomeriggio di sabato all’interno del supermercato Esselunga di via Corridoni, quando un uomo, un cittadino romeno di 37 o 47 anni – le fonti al momento risultano discordanti sull’età anagrafica, descrivendolo ora come trentasettenne ora come quarantasettenne – ha tentato di strappare via la loro bambina di appena un anno e mezzo. In un'intervista rilasciata al Tg1, il padre ha raccontato la dinamica di quei momenti concitati, cercando di dare un ordine a ciò che ordine, di fatto, non ha avuto: l’istinto, e solo quello, ha preso il sopravvento -2-4.

La scena, ricostruita anche attraverso i fotogrammi delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze dei presenti, è quella di una normalità infranta. La famiglia stava uscendo dal punto cassa, con la piccola che, come spesso accade, manifestava il desiderio di camminare dopo essere stata nel carrello. Il padre l’ha quindi affidata alla madre, ed è stato in quella frazione di secondo, mentre lo sguardo probabilmente cercava le chiavi dell’auto o la lista della spesa, che l’incubo si è materializzato. Un uomo, un senza fissa dimora, si è avvicinato con un movimento che ai più sarebbe potuto sembrare quello di chi deve allacciarsi una scarpa, accovacciandosi. Invece, con un gesto rapido e violento, ha afferrato la bambina sollevandola in aria, nel tentativo di trascinarla con sé all'interno del centro commerciale -4.

La madre, come ha raccontato il padre, ha avuto una reazione immediata, trattenendo con tutte le forze la figlia e iniziando a urlare. Lui, che si trovava a poca distanza, è intervenuto d’istinto, bloccando l’aggressore. “Mi sono reso conto dell'istinto di sopravvivenza quando si vede in pericolo la propria figlia”, ha spiegato l’uomo, “a quel punto non pensi, intervieni, fai” -4. In suo aiuto sono accorsi alcuni passanti e gli addetti alla vigilanza del supermercato, riuscendo a immobilizzare l’uomo e a trattenerlo fino all’arrivo di una volante della Polizia di Stato, giunta sul posto in pochi minuti. Un intervento corale, quello dei presenti e delle forze dell'ordine, che ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente -1-8.

Sul posto, l’aggressore è stato identificato e condotto in Questura per gli accertamenti del caso. La priorità, però, è stata fin da subito la piccola, apparsa in stato di shock e sofferente a una gamba. Trasportata d'urgenza in ospedale, i medici le hanno riscontrato la frattura del femore, una lesione grave ma che, secondo quanto riferito, la piccola sta affrontando con la spensieratezza tipica della sua età, giocando nonostante l'ingombrante ingessatura -1-2-5. Gli agenti della squadra mobile, coordinati dal dirigente Marco Cadeddu, hanno lavorato senza sosta, raccogliendo le testimonianze e visionando le immagini della videosorveglianza che hanno confermato la dinamica e la violenza del tentativo di sequestro -7.

L’arresto e le accuse per il senza fissa dimora

Al termine degli accertamenti, per l’uomo – di cui non si conoscono ancora con certezza né l’età esatta né eventuali precedenti problemi di natura psichiatrica, come riportato da alcune fonti -10 – è scattato l’arresto con le pesanti accuse di sequestro di persona aggravato, essendo la vittima minore di quattordici anni, e lesioni personali aggravate. L’Autorità Giudiziaria, valutata la gravità dei fatti e il pericolo di fuga, ha disposto la custodia cautelare nel carcere di Bergamo, dove l’uomo rimane in attesa dell’udienza di convalida. Un episodio, questo, che ha scosso profondamente l'opinione pubblica e che il dirigente della Mobile ha definito “gravissimo”, pur sottolineando come il sistema abbia funzionato, dall'intervento dei cittadini fino all'operato della polizia, che non si è limitata a fermare il reo ma ha garantito immediato supporto alla famiglia e alla piccola vittima -7.

L’intervento provvidenziale del padre e dei passanti

Il racconto del padre, ancora scosso ma determinato a ringraziare chi li ha aiutati, ha messo in luce l'aspetto più umano e terrificante della vicenda. L’uomo ha più volte sottolineato come l’idea di un tentativo di rapimento non sfiori minimamente la mente di chi si trova in un luogo affollato come un supermercato nel bel mezzo di un sabato pomeriggio. La normalità del contesto, con il via vai della gente intenta a fare la spesa del fine settimana, rende ancora più surreale la violenza inaudita di quel gesto. Eppure, è stata proprio quella folla anonima a trasformarsi in una rete di protezione, con alcuni clienti che non hanno esitato a unirsi al padre per bloccare l'aggressore, stringendolo a terra fino all'arrivo degli agenti -9. Un’ondata di solidarietà immediata che ha impedito il compiersi di una tragedia e che ha restituito, se non la serenità, almeno la certezza che non erano soli in quei secondi interminabili in cui la loro figlia era sospesa tra le braccia di uno sconosciuto.

La dinamica del tentato rapimento ricostruita dalle telecamere

La Procura, nel frattempo, procede con l'iter giudiziario che dovrà fare piena luce sulla vicenda, sui precedenti dell'uomo e sulle sue condizioni mentali al momento del fatto. Le immagini delle telecamere, già acquisite e analizzate, costituiscono un elemento di prova cruciale per avvalorare la ricostruzione fornita dai genitori e dai testimoni, inchiodando l’aggressore alle sue responsabilità. Per la famiglia, ora, inizia un’altra battaglia, quella per tornare a una parvenza di normalità, anche se la consapevolezza di quanto accaduto, e di quanto potrebbe accadere se l’istinto e il caso non fossero intervenuti, resterà un peso difficile da dimenticare. La piccola, intanto, sorride con il suo gesso, ignara di essere stata al centro di un tentativo di rapimento finito solo grazie alla prontezza di chi, in quei concitati momenti, ha saputo reagire prima con il cuore e poi con la ragione -2-4.

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