Caccia ai talenti dell’AI: le imprese italiane pagano di più per crescere
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Redazione Economia
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Le imprese italiane specializzate nell’intelligenza artificiale spendono molto di più per il personale rispetto alle aziende comparabili: il costo del lavoro mediano risulta superiore del 74%. La corsa ai talenti dell’AI sta portando le aziende a investire in competenze altamente specializzate, con un aumento del valore prodotto che però cresce a un ritmo inferiore, fermandosi al 50% in più rispetto alle realtà confrontabili.
Le aziende AI-driven cercano competenze difficili da trovare
Il mercato dell’intelligenza artificiale richiede figure professionali con preparazione tecnica e capacità di lavorare su dati, modelli e strumenti digitali avanzati. La crescita di questi profili ha modificato anche le strategie di assunzione delle imprese, che devono sostenere costi più elevati per attrarre lavoratori qualificati. La distanza rispetto alle altre aziende emerge soprattutto nella spesa destinata alle persone, elemento centrale per realtà che basano il proprio sviluppo sulla progettazione e sull’applicazione di soluzioni di AI.
Il fenomeno riguarda un settore ancora in espansione in Italia. Nel 2024 il mercato dell’intelligenza artificiale nazionale ha raggiunto un valore di 1,2 miliardi di euro, con una crescita del 58% rispetto all’anno precedente, secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano. Le applicazioni di intelligenza artificiale generativa hanno contribuito in modo significativo alla crescita, spingendo nuove sperimentazioni nelle imprese.
Dai dati agli algoritmi, il lavoro umano dietro l’intelligenza artificiale
Dietro i sistemi di AI non c’è soltanto tecnologia automatizzata, ma una lunga catena di attività svolte da persone. La preparazione dei dati, l’annotazione delle immagini, la verifica delle risposte generate dagli algoritmi e la correzione degli errori richiedono interventi umani continui. Molte delle informazioni utilizzate dai modelli vengono quindi costruite attraverso lavori distribuiti tra operatori con competenze diverse.
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta modificando il mercato del lavoro anche attraverso la nascita di nuovi ruoli. Le professioni legate all’AI comprendono attività che vanno dalla gestione dei dati allo sviluppo dei sistemi, fino alla supervisione dei risultati prodotti dalle macchine. La trasformazione non riguarda soltanto chi crea gli algoritmi, ma anche chi utilizza questi strumenti nei processi aziendali.
Quali competenze servono nel nuovo mercato del lavoro
La diffusione dell’AI sta cambiando il rapporto tra tecnologia e occupazione. Il tema non riguarda solo la possibile sostituzione di alcune mansioni, ma anche la necessità di aggiornare competenze e metodi di lavoro. Le aziende cercano profili capaci di integrare conoscenze tecniche, capacità analitiche e comprensione dei processi in cui gli strumenti di intelligenza artificiale vengono applicati.
La domanda di nuove professionalità si accompagna alla necessità di formazione. Sara Bonfioli, CRO e Academy Director della Digital Academy di Talent Garden, ha sottolineato il passaggio dalla ricerca di semplici nuovi mestieri alla costruzione di nuovi metodi di lavoro, con competenze adattate a un mercato in cui l’AI entra progressivamente nelle attività quotidiane.
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