Toro sconfitto a Valencia, i granata sono un cantiere aperto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   VALENCIA. Se la strada verso l’Europa passa per un mercato che ha ridisegnato l’attacco, il Torino – almeno sul campo – deve ancora dimostrare di averne assimilato i pezzi. Contro il Valencia, al Mestalla, è arrivata una nuova batosta dopo quella subita dal Monaco: un netto 3-0 che, al di là del risultato, ha messo in luce differenze tecniche e tattiche difficili da colmare in una sola estate.

La partita, giocata sotto un caldo asfissiante, ha visto i granata in affanno già nel primo tempo, con Aboukhlal protagonista ma poco preciso nella finalizzazione. La situazione è peggiorata dopo l’espulsione di Anjorin, al secondo giallo, che ha lasciato la squadra di Baroni in dieci e ancor più esposta alle incursioni degli spagnoli. La difesa, tra incertezze e qualche errore nella gestione palla – come nel caso di Israel – ha mostrato crepe che dovranno essere riparate in fretta, visto che tra nove giorni scatterà la stagione ufficiale contro il Modena.

L’unica nota positiva è arrivata dai debuttanti. Giovanni Simeone, appena arrivato da Buenos Aires, ha esordito al 58’, mentre Zapata ha giocato cinque minuti, sufficienti per far intravedere il suo potenziale. "Duvan come un balsamo del cuore", verrebbe da dire, citando Willie Peyote, ma una singola gioia – per quanto significativa – non basta a cancellare una prestazione deludente.

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