Usa pronti a riconoscere la Crimea come russa, ma l'accordo di pace è ancora lontano
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Redazione Esteri
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Gli Stati Uniti, secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg, sarebbero disposti a riconoscere il controllo russo sulla Crimea come parte di un eventuale accordo di pace tra Mosca e Kiev. La notizia, circolata dopo le dichiarazioni dell’inviato speciale di Trump, Witkoff, ha riaperto un dibattito che sembrava ormai cristallizzato. Witkoff, ottimista sulla possibilità di una soluzione negoziale, ha lasciato intendere che "la Russia potrebbe ottenere alcune regioni, ma non tutte", senza però specificare quali territori potrebbero essere oggetto di cessione.
Il Cremlino, dal canto suo, non esclude una telefonata tra Trump e Putin dopo la visita del mediatore americano, segnale che le trattative, seppur complicate, non sono del tutto arenate. Ma la posizione di Washington appare tutt’altro che univoca. Il segretario di Stato Marco Rubio ha infatti suggerito che l’amministrazione potrebbe abbandonare i suoi sforzi diplomatici se non si registrassero progressi immediati. "Senza rapidi sviluppi, gli Usa sono pronti a rinunciare al ruolo di mediatori", ha dichiarato, gettando acqua sul fuoco dell’ottimismo mostrato da altre fonti vicine alla Casa Bianca.
Trump, che in campagna elettorale aveva promesso di risolvere il conflitto "in 24 ore", si trova ora a fare i conti con una realtà ben più complessa. Le pressioni su Kiev e Mosca non hanno finora prodotto concessioni significative, nonostante i tentativi di mediazione e il riavvicinamento diplomatico con Putin. Intanto, gli alleati europei sono stati informati delle proposte americane, che includono non solo un cessate il fuoco ma anche un allentamento delle sanzioni contro la Russia, a patto che gli impegni vengano rispettati.




