Gli Usa pronti a riconoscere la Crimea come russa in un eventuale accordo di pace
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Redazione Esteri
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Secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg e confermate da fonti vicine ai negoziati, gli Stati Uniti sarebbero disposti a riconoscere il controllo russo sulla Crimea come parte di un più ampio piano per porre fine al conflitto tra Mosca e Kiev. L’ipotesi, ancora non ufficiale, è emersa dopo le dichiarazioni dell’inviato speciale di Donald Trump, Witkoff, il quale ha lasciato intendere che "la Russia potrebbe ottenere alcune delle cinque regioni contese, ma non tutte". Una posizione che, sebbene non definitiva, segnala un’apertura inedita da parte di Washington, tradizionalmente schierata a sostegno dell’integrità territoriale ucraina.
La trattativa, secondo quanto riportato, includerebbe anche la progressiva revoca delle sanzioni economiche contro la Russia, a patto che venga raggiunto un cessate il fuoco stabile. Tuttavia, l’amministrazione Trump ha messo in chiaro che la pazienza non è infinita: il segretario di Stato Marco Rubio ha avvertito che, senza "progressi tangibili" in tempi brevi, gli Usa potrebbero ritirarsi dal ruolo di mediatori. Una minaccia ribadita dallo stesso Trump, che nelle ultime ore ha sottolineato come, in assenza di mosse concrete da entrambe le parti, Washington sia pronta a "rinunciare" ai colloqui.
Il Cremlino, dal canto suo, non ha escluso una nuova telefonata tra Putin e il presidente americano, dopo i contatti avviati dall’inviato Witkoff. Mosca, che dal 2014 esercita un controllo de facto sulla penisola crimeana, non ha mai nascosto di considerarla parte integrante del proprio territorio, nonostante le condanne internazionali. Sebbene l’Ucraina continui a rivendicarne la sovranità, alcuni osservatori ritengono che Kiev potrebbe essere costretta a cedere su questo punto in cambio di garanzie per il resto del Paese.




