Incendio sul Moregallo, la gru volante Ericsson S-64 spara 10mila litri d'acqua per domare le fiamme

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Proseguono senza sosta, ormai da diversi giorni, le operazioni di contenimento e spegnimento del vasto incendio che sta divorando il monte Moregallo, nel territorio di Mandello del Lario, sul ramo lecchese del lago di Como. Le fiamme, che si sono sviluppate nella serata di lunedì, hanno costretto i soccorritori a fronteggiare una situazione di crescente complessità, resa ancor più difficile dall'orografia particolarmente accidentata della zona e dalla persistente siccità che ha reso la vegetazione estremamente infiammabile.

Per cercare di domare i focolai attivi nelle aree più impervie e irraggiungibili a piedi, è entrato in azione il dispositivo aereo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, con il dispiegamento dell'elicottero pesante Ericsson S-64, un vero e proprio gigante dei cieli che, grazie alla sua straordinaria capacità di carico, sta svolgendo un ruolo cruciale in questa battaglia contro il fuoco. Questo velivolo, infatti, può trasportare e sganciare fino a 10.000 litri d'acqua in un singolo lancio, creando una sorta di cortina liquida ad alta potenza che viene fatta cadere direttamente sui punti caldi per tentare di abbassare la temperatura delle fiamme e rallentarne l'avanzata verso le abitazioni e le infrastrutture sottostanti.

Il dispositivo aereo e il supporto dal lago

L'impegno dell'elicottero Ericsson S-64, che i soccorritori chiamano familiarmente "gru volante" per via della sua caratteristica struttura a ponte e dei serbatoi esterni, si inserisce in un più ampio dispositivo di emergenza che coinvolge diverse decine di operatori. I vigili del fuoco, coadiuvati dalle squadre di Antincendio Boschivo (AIB) e dai volontari della protezione civile, stanno operando su più fronti per arginare le fiamme, mentre sul lago di Como sono state messe in campo anche squadre nautiche specializzate.

Queste ultime sono fondamentali per garantire il costante rifornimento idrico ai mezzi aerei, un'operazione logistica complessa che richiede un coordinamento perfetto tra le motopompe posizionate sulle imbarcazioni e i piloti che manovrano l'enorme elicottero a pochi metri dall'acqua, consentendo così la rapida aspirazione dei serbatoi per i lanci successivi.

La vicinanza del lago rappresenta una risorsa strategica in questa emergenza, permettendo ai velivoli di effettuare cicli rapidi di carico e sgancio senza dover percorrere lunghe distanze per raggiungere bacini idrici alternativi, ottimizzando così i tempi di intervento in una corsa contro il tempo per mettere in sicurezza il territorio.

L'allerta meteo e le speranze per il fronte del fuoco

Mentre il fronte del fuoco continua a bruciare sulle pendici del Moregallo, gli occhi di tutti gli operatori e della popolazione locale sono puntati al cielo, ma non solo per monitorare le traiettorie dei velivoli antincendio. La Sala Operativa della Protezione Civile Regionale ha infatti emesso un'allerta meteo gialla per la giornata di oggi, venerdì 7 agosto 2026, estesa anche al territorio della provincia di Lecco, a causa del rischio di temporali improvvisi.

Se da un lato la pioggia potrebbe rappresentare un prezioso alleato naturale per bagnare la vegetazione e contribuire a smorzare i focolai residui, dall'altro i temporali possono portare con sé raffiche di vento imprevedibili, capaci di cambiare repentinamente la direzione del fuoco e mettere a repentaglio la sicurezza delle squadre impegnate a terra.

La situazione viene pertanto monitorata con la massima attenzione dagli esperti del Centro Funzionale Decentrato, che incrociano i dati meteorologici con le immagini satellitari e i rapporti provenienti dal campo per valutare eventuali evoluzioni del quadro meteorologico e ambientale, un equilibrio fragile che tiene con il fiato sospeso chi sta combattendo le fiamme.

Il dramma della fauna selvatica e il soccorso degli animali

Tra i danni collaterali più drammatici causati dall'incendio, che spesso vengono trascurati nel bollettino delle emergenze, c'è l'impatto devastante sulla fauna selvatica che popola il bosco. In questo contesto di distruzione, un ruolo di primo piano viene svolto dai volontari del CRAS "Stella del Nord", un centro di recupero animali selvatici affiliato alla Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente (LIDAA).

Questi operatori si stanno muovendo instancabilmente sul territorio percorrendo le aree più prossime al rogo, cercando di individuare e prestare soccorso a quegli animali che, in fuga dalle fiamme e dal fumo, si ritrovano feriti, ustionati o gravemente disorientati, finendo spesso per vagare senza meta lungo le strade provinciali o addirittura all'interno dei centri abitati. "Un'attività faticosa e pericolosa, ma assolutamente necessaria", si legge in una nota diffusa dal sodalizio che gestisce il centro.

"Tra tutti i danni causati, di solito, dall'uomo all'ambiente, l'incendio è l'evento più catastrofico per gli animali del bosco, che vedono letteralmente distrutta la loro casa e fuggono in ogni direzione in stato di completo disorientamento". I volontari invitano la popolazione a segnalare la presenza di esemplari in difficoltà al numero di emergenza del centro, per evitare interventi improvvisati che potrebbero rivelarsi dannosi sia per l'animale che per i soccorritori improvvisati.

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