Il futuro di BMW M tra motori a sei cilindri e tentazioni off-road ispirate alla Dakar
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il quartier generale di Monaco di Baviera, in questo periodo, pullula di un’attività febbrile che difficilmente si ricordava negli ultimi anni, con ingegneri e progettisti al lavoro su una mole di progetti imponente; la roadmap del marchio, infatti, prevede il lancio di circa quaranta modelli tra nuove generazioni e profondi aggiornamenti entro la fine del prossimo anno, un’offensiva di prodotto che serve a completare la gamma della cosiddetta Neue Klasse, la nuova architettura tecnica che debutterà con la Suv iX3 per poi estendersi a tutta la famiglia. A svelare in maniera involontaria l’entità del lavoro in corso è stato un leak pubblicato sullo shop online statunitense della Casa, un portale che ha accidentalmente messo in vetrina il portafoglio futuro destinato al mercato americano, elencando modelli che spaziano dalla Serie 2 fino all’ammiraglia Serie 7 e confermando, di fatto, l’enorme sforzo produttivo in atto. Parallelamente a questa pioggia di novità di serie, la divisione Motorsport, quella che da decenni incarna la lettera più potente del mondo, sta preparando un’offensiva adrenalinica senza precedenti: si parla di trenta nuove varianti M in arrivo entro il 2028, una cifra che include restyling, versioni M Performance, serie speciali e limitate, oltre a vetture completamente inedite, nel segno di una strategia che mira a coprire ogni possibile nicchia di mercato.
La doppia anima della sportività bavarese: convivenza tra termico ed elettrico
La tabella di marcia della prossima generazione della M3, conosciuta con il codice interno G84, rappresenta forse l’esempio più lampante della filosofia a doppio binario che BMW intende perseguire, una strategia che farà convivere tradizione e innovazione senza soluzione di continuità. La nuova M3, infatti, arriverà sul mercato a cavallo tra il 2027 e il 2028 mantenendo il celebre motore 3.0 sei cilindri in linea biturbo, un’unità che verrà opportunamente aggiornata per rispettare le normative Euro 7 e che potrebbe essere affiancata da un sistema mild hybrid a 48 volt, necessario per abbattere consumi ed emissioni senza intaccare le prestazioni. A questa versione, fedele ai canoni classici della sportività, si affiancherà la prima M3 completamente elettrica, la iM3, che sarà basata sulla piattaforma Neue Klasse e che promette numeri da capogiro: si parla di una configurazione a quattro motori, uno per ruota, in grado di erogare una potenza che nella versione di punta potrebbe superare i millecento cavalli, un vero e proprio mostro sacro della tecnica in grado di ridefinire il concetto di dinamica di guida. Non si tratterà, dunque, di una semplice sostituzione, ma di una convivenza che permetterà agli appassionati di scegliere se restare fedeli al sound del sei cilindri o abbracciare la nuova era delle sportive a batteria; una scelta coraggiosa che dimostra come a Monaco non si voglia rinnegare il passato, ma anzi, lo si voglia portare in dote nel futuro.
Verso nuovi lidi: l’ipotesi di un fuoristrada M ispirato alla Dakar
Mentre la gamma si prepara ad accogliere questa doppia anima sportiva, dalla sede di Monaco arrivano segnali interessanti anche per quanto riguarda possibili incursioni in territori inesplorati, lontani dall’asfalto e dalle curve dei circuiti internazionali. Frank van Meel, il ceo di BMW M, ha recentemente alimentato le speculazioni parlando della possibilità di realizzare un modello off-road ad alte prestazioni, qualcosa che possa competere con il Mercedes Classe G e il Land Rover Defender, ma con un’anima decisamente più votata alla guida sportiva. Intervistato dalla stampa australiana, van Meel ha dichiarato che non vede alcuna contraddizione tra il badge M e un fuoristrada, citando esplicitamente il mondo della Dakar, dove le performance e la resistenza meccanica vanno a braccetto con la capacità di affrontare i fondi più impervi. Questo progetto, che potrebbe vedere la luce nel 2029 e verrebbe probabilmente assemblato nello stabilimento statunitense di Spartanburg, utilizzerebbe una versione evoluta della piattaforma della prossima X5, abbandonando il telaio a longheroni per una scocca portante, ma dotata di sospensioni a lunga escursione, protezioni sottoscocca e pneumatici tassellati; si tratterebbe, in sostanza, di un mezzo in grado di unire il lusso e la potenza tipici del marchio a una capacità di muoversi sullo sterrato che nessun’altra M ha mai posseduto. Van Meel, però, ha anche voluto mettere dei paletti chiari: le sigle CS e CSL, che storicamente identificano le versioni più estreme e leggere della produzione M, rimarranno un'esclusiva di coupé, berline e station wagon, quelle con il baricentro più basso e una vocazione prettamente circuitale, senza alcuna intenzione di sporcarle con l’off-road.
Una gamma in espansione tra leak e modelli inediti
Oltre alle grandi manovre sulla M3 e ai sogni off-road, il lavoro che sta svolgendo BMW in questo periodo riguarda una miriade di modelli destinati a coprire l’intera fascia premium; la nuova iX3, primo frutto della Neue Klasse, sarà solo l’inizio di una rivoluzione che porterà, nel giro di pochi anni, a una completa riscrittura del listino. Il leak proveniente dallo shop online americano ha di fatto confermato che la Casa ha in serbo novità per ogni segmento, con aggiornamenti trasversali che toccheranno sia i modelli a combustione che quelli elettrici, in un mix che mira a soddisfare le richieste di una clientela sempre più eterogenea. La decisione di lanciare trenta varianti M entro il 2028, tra cui serie speciali e limitate che andranno a infiammare gli animi dei collezionisti, rappresenta una mossa per consolidare il primato nel settore delle prestazioni, sfruttando la fama e la credibilità guadagnate in decenni di motorsport per trainare le vendite dei modelli di volume. La sfida, insomma, è quella di gestire una complessità produttiva enorme, con piattaforme diverse e motorizzazioni che vanno dal benzina puro all’elettrico estremo, cercando di mantenere quella coerenza stilistica e dinamica che da sempre contraddistingue l’Elica.




