De Laurentiis indagati: la replica del Napoli sull'inchiesta Bari
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
De Laurentiis indagati è la notizia al centro dell’inchiesta della Procura di Bari che coinvolge il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e l’amministratore unico del Bari Luigi De Laurentiis. Le due società sportive e i diretti interessati hanno risposto con un comunicato nel quale dichiarano di aver appreso “esterrefatti” le contestazioni contenute nel decreto di perquisizione e sequestro eseguito nelle sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro. La vicenda riguarda ipotesi di reato legate alle false comunicazioni sociali e alla bancarotta fraudolenta connessa alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale presentata per l’insolvenza della società sportiva barese.
Secondo quanto riportato nell’ambito dell’indagine, tra gli episodi analizzati dalla Procura di Bari ci sarebbe anche la cessione del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli. L’operazione, secondo l’accusa, potrebbe configurare le ipotesi di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta. Nell’inchiesta risultano coinvolti, oltre ad Aurelio e Luigi De Laurentiis, anche altre figure legate alle società sportive, tra cui Ciro Polito, all’epoca direttore sportivo del Bari, Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso, direttori sportivi del Napoli nei periodi indicati nelle contestazioni.
L’inchiesta della Procura di Bari e le contestazioni ai De Laurentiis
Le accuse contestate riguardano il bilancio dell’esercizio 2024 del Bari calcio e la situazione della società sportiva barese collegata alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale per insolvenza. Il decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ha portato agli accertamenti nelle sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro. Le contestazioni, secondo quanto comunicato dalle società, hanno coinvolto direttamente la famiglia De Laurentiis e le strutture societarie collegate ai due club.
Il riferimento alla cessione di Caprile rappresenta uno dei punti indicati nell’indagine. L’ipotesi degli investigatori riguarda il trasferimento del portiere dal Bari, guidato da Luigi De Laurentiis, al Napoli presieduto da Aurelio De Laurentiis, con un’operazione che secondo la Procura potrebbe avere rilievo sotto il profilo delle accuse contestate. La vicenda è quindi legata ai rapporti tra le due società e alle valutazioni effettuate nell’ambito degli atti dell’inchiesta.
La risposta del Napoli: «Esterrefatti» dopo il decreto di perquisizione
La replica del Napoli e dei De Laurentiis è arrivata attraverso una nota pubblicata sui canali ufficiali delle società sportive. Nel comunicato, SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis affermano di aver appreso “esterrefatti” le contestazioni sollevate nel decreto di perquisizione e sequestro eseguito nella giornata indicata. La scelta di utilizzare questo termine viene collegata alla reazione della famiglia De Laurentiis rispetto alle accuse emerse nell’inchiesta della Procura di Bari.
Nella comunicazione diffusa dalle società viene inoltre indicata la volontà di chiarire la posizione dei soggetti coinvolti. La replica sottolinea la sorpresa per le contestazioni relative alle ipotesi di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta, mentre la vicenda resta legata agli accertamenti avviati dalla Procura di Bari. Il Napoli ha affidato ai propri canali ufficiali la risposta dopo le perquisizioni che hanno interessato le sedi dei club e della Filmauro.
L’indagine riguarda quindi i rapporti societari e alcune operazioni prese in esame dagli inquirenti, con particolare attenzione alla situazione del Bari calcio e al bilancio dell’esercizio 2024. Aurelio e Luigi De Laurentiis, insieme alle società coinvolte, hanno espresso la propria posizione attraverso il comunicato diffuso dopo l’esecuzione del decreto. La loro risposta fa riferimento alla necessità di chiarire gli elementi contestati nell’ambito dell’inchiesta.




