Domani a Venezia sfila la maschera più bella, trionfa “La corte dell’elefante bianco”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sarà il gruppo internazionale vincitore dell’edizione 2026 del concorso “La Maschera più Bella”, quel collettivo noto come “La corte dell’elefante bianco”, a rubare la scena domani pomeriggio a Venezia. L’appuntamento, fissato per le 17 in Piazza San Marco, rappresenta il momento clou della giornata conclusiva del Carnevale, che quest’anno, nonostante qualche criticità legata alla gestione dei flussi e all’acqua alta che aveva già fatto parlare di sé nei giorni scorsi -7, si appresta a vivere il suo gran finale nel giorno di martedì grasso. Il gruppo, composto da sette figuranti provenienti da nazioni diverse — si parla di componenti arrivati non solo da Inghilterra, Germania e Francia, ma anche da alcuni paesi asiatici — ha letteralmente incantato la giuria e il pubblico presente alla premiazione, che si è tenuta proprio ieri nella medesima cornice marciana. Ciò che ha decretato il successo del gruppo, stando alle motivazioni ufficiali, è stata la cura maniacale dei dettagli e l’autenticità di un lavoro sartoriale interamente eseguito a mano, un fattore, quest’ultimo, che in un’epoca di produzioni industriali fa sempre la differenza.
Un pomeriggio conclusivo all’insegna del tema olimpico
La sfilata del gruppo vincitore si inserisce nel programma più ampio di “Olympus – Alle origini del gioco”, il tema che ha guidato l’intera kermesse e che ha voluto creare un ponte ideale tra la tradizione carnevalesca e i valori dello sport, in un anno che vede Milano e Cortina protagoniste dei Giochi Invernali -1-8. Non è un caso, quindi, che la manifestazione abbia cercato di richiamare un’idea di competizione sana e di incontro tra culture, un concetto che “La corte dell’elefante bianco” ha interpretato portando in piazza un messaggio di interculturalità. Il gruppo, nella visione espressa durante la premiazione, ha voluto rappresentare una sorta di condivisione senza barriere, un ideale che ben si sposa con l’essenza stessa di una città come Venezia, storicamente crocevia di popoli e mercanti. Domani, quindi, quei sette figuranti calcheranno di nuovo il palco, offrendo al pubblico — composto da turisti e cittadini che affollano la Serenissima in queste ore — la possibilità di ammirare da vicino la ricchezza dei loro costumi, frutto di un lavoro che gli organizzatori non hanno esitato a definire meticoloso.
La tradizione italiana invade la città prima del gran finale
Nella giornata di oggi, però, l’attenzione si era già spostata su un altro aspetto identitario della manifestazione, ovvero il patrimonio culturale immateriale rappresentato dalle maschere storiche italiane. Oggi, infatti, hanno sfilato per le calli e i campi oltre undici gruppi provenienti da otto regioni, coordinati dall’Unione nazionale delle pro loco d’Italia (Unpli) e dalla Fondazione Pro Loco Italia -3. Un appuntamento, questo, che ha voluto riportare alla luce riti arcaici e teatralità popolare, con costumi che nulla hanno da invidiare, in termini di artigianalità, a quelli del gruppo vincitore internazionale. Dalla Campania al Friuli Venezia Giulia, passando per Sardegna e Sicilia, Venezia si è trasformata in un palcoscenico diffuso dove la memoria delle comunità si è fatta spettacolo, in un contrappunto ideale tra la dimensione globale del Carnevale e le sue radici più profonde e locali. Una ricchezza, quest’ultima, che ha anticipato il gran ballo di domani, quando la città lagunare, con i suoi turisti in costume e le sue atmosfere senza tempo, calerà il sipario sull’edizione 2026.
La città si prepara all’ultimo atto tra i riflettori
Domani, dunque, sarà il giorno di “La corte dell’elefante bianco”, ma anche quello di un intero Carnevale che volge al termine. Dopo settimane di eventi diffusi, spettacoli in Arsenale e migliaia di visitatori che hanno riempito alberghi e ristoranti — con una netta prevalenza di turisti stranieri, come confermato dai dati di affluenza dell’ultimo fine settimana -4 — l’ultima giornata si annuncia come un congedo in grande stile. Il meteo, si spera, potrà garantire una tregua dopo gli allagamenti che avevano complicato la viabilità pedonale nei giorni scorsi, consentendo ai sette figuranti e a tutti coloro che indosseranno un costume di salutare la città e il pubblico con una sfilata all’altezza delle aspettative. Un appuntamento, quello delle 17 in Piazza San Marco, che rappresenta non solo il coronamento di un sogno per i vincitori, ma anche l’ultima occasione per i visitatori di immergersi nella magia di un Carnevale che ha cercato di raccontare il gioco in tutte le sue forme, da quelle più antiche a quelle più contemporanee.




