Fisco, nuova strategia per i controlli: via i controlli a tappeto, scatta la caccia all'evasore selettiva
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Redazione Economia
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Il 2026 segna un cambio di paradigma storico per l'Agenzia delle Entrate, che abbandona definitivamente l'approccio dei controlli "a pioggia" o "a strascico", un metodo spesso dispersivo e dai risultati non sempre proporzionati all'impegno, per abbracciare una strategia chirurgica e basata sui dati. Questo passaggio epocale, reso possibile da una capacità di analisi senza precedenti, trasforma l'attività di verifica in un'operazione di intelligence finanziaria, dove l'obiettivo non è più il numero di accertamenti ma la loro precisione e il loro impatto sul recupero dell'evasione.
Il motore dell'analisi: Sogei e i 200 database incrociati
Alle spalle di questa rivoluzione silenziosa opera Sogei, il partner tecnologico del Ministero dell'Economia e delle Finanze, che mette a disposizione del fisco una rete integrata di oltre 200 banche dati. È questo l'ecosistema digitale, spesso descritto come una "cassaforte" delle informazioni pubbliche, che permette agli analisti di setacciare in modo automatico e sistematico una mole sterminata di informazioni: movimenti bancari, acquisti di beni immobili e di lusso, spese sanitarie, contratti di locazione, e molto altro. L'incrocio di questi flussi, alcuni dei quali fino a pochi anni fa rimanevano in compartimenti stagni, fornisce una fotografia finora impossibile della situazione economica e patrimoniale del contribuente.
Lo score che traccia il profilo di rischio: il ruolo cruciale degli ISA
Il cuore pulsante del nuovo sistema di selezione è lo score di affidabilità fiscale, calcolato sulla base degli Indicatori Sintetici di Affidabilità (ISA). Questo algoritmo, che assomiglia a un "credito sociale" fiscale, assegna un punteggio ai contribuenti analizzando coerenze e discordanze tra il reddito dichiarato e una serie di indicatori di capacità contributiva derivati proprio dai dati incrociati. Quando le spese sostenute, visibili attraverso le tracce digitali lasciate in quelle duecento banche dati, risultano sistematicamente e significativamente superiori ai redditi esposti in dichiarazione, lo score crolla, attivando un campanello d'allarme che trasforma quel profilo in un obiettivo ad alta priorità per i verificatori.
Dall'allarme all'azione: la definizione degli obiettivi mirati
È a questo punto che scatta la fase operativa, quella dei controlli veri e propri, la cui entità è prevista in centinaia di migliaia per l'anno in corso. L'Agenzia, però, non agisce più casualmente ma segue una mappa dettata dall'analisi del rischio. I casi segnalati dal sistema per un basso indice di affidabilità, soprattutto se associati a pattern di spesa anomali o a transazioni sospette, diventano il fulcro delle attività ispettive. La strategia, insomma, non punta a intercettare l'errore involontario, ma a stanare i comportamenti elusivi strutturati, concentrando risorse umane e strumentali laddove l'algoritmo suggerisce che il divario tra realtà economica e dichiarazioni fiscali è più ampio e ingiustificato.




