L'Agenzia delle Entrate lancia la stretta digitale: controlli mirati e algoritmi contro l'evasione

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il sistema fiscale italiano si appresta a compiere, a partire dal 2026, un salto di qualità epocale, abbandonando progressivamente i metodi tradizionali per abbracciare una strategia selettiva e interamente digitale. La svolta, che promette di rendere i controlli molto più penetranti e difficili da eludere, si fonda sull'integrazione senza precedenti di oltre duecento banche dati gestite da Sogei, il braccio operativo tecnologico dell'Agenzia. Al loro interno, come in un enorme archivio elettronico, confluiscono informazioni eterogenee e finora non sempre facilmente correlabili: movimenti dei conti correnti, costi aziendali, ricavi dichiarati e proventi di varie natura. Questo immenso bacino di dati digitali, analizzato da algoritmi sofisticati, costituirà la base per individuare, in maniera quasi predittiva, le anomalie e i comportamenti sospetti.

Il meccanismo dello "score" fiscale e i controlli incrociati

Il cuore pulsante della nuova macchina investigativa risiede negli Indicatori Sintetici di Affidabilità, noti come Isa, dai quali viene ricavato un punteggio o "score" che misura il profilo di rischio di ogni contribuente. Quel numero, frutto di un'elaborazione continua di flussi informativi, funge da faro per gli uffici, i quali potranno così concentrare le risorse, umane e tecniche, sui casi ritenuti più critici. È in questo solco che si inserisce il piano coordinato con la Guardia di Finanza, il quale prevede ben 395mila verifiche entro il prossimo biennio. Di queste, 320mila saranno accertamenti selettivi condotti dagli specialisti dell'Agenzia, mentre le rimanenti 75mila verranno effettuate dai reparti operativi del militare, creando una rete di controllo a maglie strettissime e fortemente integrata.

La fine degli accertamenti "a pioggia" e l'accesso ai dati bancari

L'era dei controlli "a pioggia", quelli generalisti e basati su criteri analogici, può dunque considerarsi conclusa. Il nuovo modello, che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha osservato con interesse per possibili applicazioni nel sistema tributario americano, punta tutto sulla precisione e sulla prevenzione. L'incrocio dei dati, che include la possibilità di accedere direttamente alle informazioni bancarie quando le circostanze lo richiedano, permette di ricostruire con accuratezza i percorsi finanziari dei soggetti sotto esame. Un metodo che, se da un lato riduce gli adempimenti per i contribuenti più affidabili, dall'altro innalza esponenzialmente il rischio di essere scoperti per chi nasconde redditi o presenta dichiarazioni inesatte.

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