Scattano i controlli del fisco, algoritmi e incroci dati per 400mila contribuenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza hanno avviato un’offensiva digitale senza precedenti, destinata a ridisegnare i rapporti tra lo Stato e i cittadini. Attraverso un massiccio incrocio di dati e l’utilizzo di algoritmi sofisticati, le autorità fiscali hanno già identificato circa quattrocentomila contribuenti definiti “sospetti”, sui quali verranno concentrate le verifiche nei prossimi mesi. Si tratta, in buona sostanza, di una caccia all’evasione che sfrutta ogni traccia digitale lasciata da professionisti e imprese, i quali si troveranno sempre più spesso a dover giustificare le proprie dichiarazioni davanti a una macchina investigativa sempre più pervasiva e puntuale.

Il piano operativo e il ruolo centrale degli indici di affidabilità

Il nuovo piano operativo, che prevede un incremento del 20 per cento degli accertamenti ordinari entro il 2026, punta a innalzare il numero totale dei controlli a duecentosettantamila in due anni. Una strategia che trova uno dei suoi perni negli Indici Sintetici di Affidabilità, i cosiddetti ISA, i quali non servono più soltanto a selezionare i casi da sottoporre a verifica. Quei punteggi, ormai, assumono il valore di un vero e proprio elemento presuntivo di irregolarità, arrivando persino a giustificare – come precisato dagli esperti – l’avvio di accertamenti induttivi che scavalcano la documentazione contabile presentata. Ne consegue che un basso indice di affidabilità si trasforma in un concreto pericolo per imprese e lavoratori autonomi, i quali rischiano di vedersi applicate sanzioni sulla base di modelli matematici.

I numeri della campagna di verifiche fino al 2028

La macchina dei controlli, del resto, è programmata per accelerare in maniera progressiva e quasi inarrestabile. Per l’anno in corso sono previste trecentosettantacinquemila verifiche dirette da parte del fisco, a cui vanno sommate altre settantacinquemila analisi condotte in collaborazione con il della Guardia di Finanza. Si arriva così a toccare la soglia complessiva di quattrocentocinquantamila interventi, una cifra già di per sé significativa ma destinata a crescere ulteriormente nei prossimi esercizi. Le previsioni, confermate dal vertice dell’Agenzia, parlano chiaro: gli accertamenti di tipo ordinario dovranno raggiungere la quota di trecentocinquantamila entro il 2028, segnando un passo decisivo nella lotta contro il sommerso.

L’evoluzione delle indagini finanziarie e il caso della cronaca nera

Parallelamente, le inchieste giudiziarie più complesse – specie quelle di cronaca nera, condotte con il massimo riserbo e nel rispetto delle vittime – dimostrano quanto gli strumenti di analisi finanziaria siano diventati cruciali per ricostruire i movimenti di denaro sospetti. Senza scendere in dettagli espliciti, è ormai frequente che i magistrati, supportati da unità specializzate, facciano leva proprio su questi flussi di informazioni incrociate per individuare discrepanze tra tenori di vita dichiarati e risorse effettive. Una metodologia d’indagine che, se da un lato sfrutta la medesima logica degli accertamenti fiscali, dall’altro richiede un livello di approfondimento ancor più scrupoloso, spesso culminante in provvedimenti restrittivi o in lunghe udienze dibattimentali.

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