Zelensky accusa: nessun avviso dagli alleati prima dei missili su Kiev

Zelensky accusa: nessun avviso dagli alleati prima dei missili su Kiev
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato gli alleati di non aver fornito un avviso preventivo prima dell’attacco missilistico russo su Kiev, sostenendo che l’assenza di informazioni abbia impedito una risposta tempestiva. La denuncia sul mancato allarme intelligence arriva dopo un raid che ha colpito la capitale ucraina e alcune infrastrutture strategiche.

Il mancato allarme prima del raid russo

Secondo Zelensky, i sistemi ucraini avrebbero individuato i missili balistici quando erano ormai vicini alla città. Il presidente ha spiegato che le informazioni sui lanci russi sono fondamentali per proteggere la popolazione e ha contestato il fatto che, anche in questa occasione, Kiev non abbia ricevuto una segnalazione anticipata dai partner internazionali. La dichiarazione non ha indicato un Paese specifico come responsabile della mancata comunicazione.

L’attacco ha interessato una centrale termoelettrica della capitale e un edificio residenziale, con danni segnalati alle strutture colpite. Le autorità locali hanno riferito di un bilancio iniziale con una persona morta e quattro feriti. Le forze ucraine hanno collegato il raid alla nuova fase degli attacchi russi contro obiettivi energetici e infrastrutturali, una strategia che negli ultimi mesi ha puntato a ridurre la capacità operativa del Paese.

Il caso della condivisione di intelligence con gli Stati Uniti

La polemica si inserisce in un momento di tensione sul rapporto tra Washington e Kiev. Nei giorni precedenti erano emerse indiscrezioni su possibili pressioni americane per limitare la condivisione di informazioni militari nel caso in cui l’Ucraina avesse continuato a colpire infrastrutture energetiche russe. Zelensky non ha però collegato direttamente il mancato avvertimento alle minacce di sospensione dell’intelligence.

Il presidente statunitense Donald Trump ha negato una sospensione degli scambi informativi con Kiev, affermando che gli Stati Uniti continuano a fornire dati di intelligence all’Ucraina. Anche il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha dichiarato che la cooperazione con Washington prosegue, spiegando che il ritardo nell’allerta potrebbe essere legato alle caratteristiche del sistema d’arma utilizzato dalla Russia.

Le conseguenze sul fronte energetico e diplomatico

Il raid su Kiev è arrivato mentre era aperta la discussione sul cosiddetto cessate il fuoco energetico annunciato da Trump. L’intesa, secondo le dichiarazioni americane, avrebbe dovuto fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche, ma Mosca e Kiev hanno fornito letture diverse degli sviluppi sul campo.

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