Il calcio tra le fiamme: a Pisa l’incendio non ferma la partita, ma la cappa di fumo avvolge l’Arena
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Redazione Interno
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Sono ore di apprensione quelle che si vivono nel Pisano, dove un vasto incendio, divampato nella serata di mercoledì 29 aprile sul Monte Faeta, continua a divorare ettari di vegetazione senza mostrare segni di tregua. Le fiamme, alimentate da forti raffiche di vento di grecale che ne hanno più che raddoppiato la velocità di propagazione nelle ultime ore -5, hanno già ridotto in cenere oltre 250 ettari di bosco; una stima che le autorità definiscono purtroppo provvisoria, destinata a peggiorare con il perdurare dell’emergenza. Se il fronte del fuoco lambisce le colline tra Lucca e Pisa, l’attenzione dei residenti e delle forze dell’ordine – già impegnate in un’imponente macchina dei soccorsi che vede in azione Canadair ed elicotteri – si concentra sulle migliaia di sfollati. Circa tremilacinquecento persone hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni, in particolare nella frazione di Asciano, dove il sindaco di San Giuliano Terme ha disposto l’evacuazione immediata a causa dell’avanzare della cappa tossica. E proprio questa coltre di fumo, densa e visibile a chilometri di distanza, ha sollevato un interrogativo concreto a poche ore dal fischio d’inizio di Pisa-Lecce, valida come anticipo della trentacinquesima giornata di Serie A.
Un rogo alle porte dello stadio, tra ordinanze e disagi alla viabilità
La situazione, come si può facilmente immaginare, resta critica non solo per chi vive sotto la minaccia delle lingue di fuoco, ma anche per chiunque si trovi a transitare nelle vicinanze dell’Arena Garibaldi. La stessa struttura sportiva, cuore pulsante della città in una serata di calcio che si preannunciava decisiva per le sorti della classifica, è stata letteralmente avvolta da una cappa grigia che rende l’aria pesante e, in alcuni tratti, irrespirabile. Le autorità locali, attraverso i canali ufficiali di protezione civile, hanno invitato la cittadinanza a tenere le finestre ermeticamente chiuse e a limitare ogni attività all’aperto, con un’attenzione particolare rivolta alle persone affette da patologie respiratorie o agli individui particolarmente fragili. A complicare ulteriormente il quadro, la chiusura al traffico della Strada Provinciale 30, un’arteria fondamentale per la viabilità della zona che avrebbe dovuto garantire il deflusso dei tifosi, sia quelli locali che quelli in arrivo dal Salento. Nonostante ciò, e malgrado la prefettura abbia disposto l’allertamento delle strutture ospedaliere e il potenziamento dei servizi di vigilanza, la decisione sul destino della partita è stata chiara.
La certezza del calcio d’inizio e il lavoro silenzioso delle istituzioni
Contrariamente a quanto si poteva temere nelle prime ore della mattina di oggi, primo maggio, quando l’ipotesi di un rinvio sembrava concreta vista la mole di mezzi impegnati nell’emergenza e la qualità dell’aria, Pisa e Lecce scenderanno regolarmente in campo alle 20:45. Non ci saranno riunioni d’urgenza del gruppo operativo per la sicurezza, né disposizioni contrarie da parte della Lega di Serie A, che ha monitorato costantemente l’evoluzione del fronte del fuoco insieme ai vertici delle forze dell’ordine. Questa scelta, filtrata attraverso i canali ufficiali in tardo pomeriggio, ha trovato conferma anche nelle parole del presidente della Regione Toscana, il quale ha espresso vicinanza alle squadre di soccorso – decine quelle impegnate a terra – senza tuttavia mai mettere in discussione il regolare svolgimento dell’incontro. Sul versante lucchese, intanto, il sindaco Mario Pardini ha firmato una nuova ordinanza contingibile e urgente per l’evacuazione degli edifici situati in via del Monte, dal civico 816 fino a Santa Maria del Giudice; un’area, quest’ultima, direttamente esposta al rischio legato all’avanzamento delle fiamme che, spinte dalle folate di vento, continuano a minacciare le abitazioni isolate.
La partita si gioca, ma l’emergenza rimane la priorità assoluta
Se il calcio d’inizio è confermato, e con esso la regolarità della sfida che assegnerà punti pesanti per la salvezza o per i verdetti di fine campionato, è innegabile che l’attenzione resti focalizzata sulla sicurezza di una popolazione provata. I circa cinquemila sfollati che hanno trovato riparo presso parenti o nelle strutture ricettive allestite dal comune, come la Stazione di Posta di Sant’Anna, attendono ancora notizie riguardo al rientro nelle loro case, molte delle quali sono state letteralmente accerchiate dal fuoco prima che l’intervento dei vigili del fuoco evitasse il peggio. La situazione per gli spettatori che si recheranno allo stadio, invece, sarà caratterizzata da rallentamenti e modifiche ai percorsi abituali; l’aeroporto Galileo Galilei ha registrato disagi a causa della scarsa visibilità, e si raccomanda ai tifosi di seguire scrupolosamente le indicazioni fornite dagli agenti lungo i percorsi d’accesso all’impianto sportivo. La partita, insomma, si giocherà regolarmente, ma il racconto della serata resta inevitabilmente legato a quella striscia scura che, dal Monte Faeta, si allunga minacciosa fino al centro di Pisa.




