Sindaci occupano la diga di Ancipa per protesta contro la distribuzione idrica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La mattina del 30 novembre, cinque sindaci dei comuni dei Nebrodi - Troina, Nicosia, Sperlinga, Gagliano Castelferrato e Cerami - accompagnati da un centinaio di cittadini, hanno occupato simbolicamente l’invaso di Ancipa. L'obiettivo era interrompere la fornitura d’acqua verso Caltanissetta, ritenendo ingiusta la decisione di destinare la poca acqua dell’invaso ai paesi limitrofi, a discapito delle loro località, che dipendono esclusivamente da quel serbatoio idrico ormai quasi a secco.

La protesta, nata dall'esasperazione per una situazione di siccità senza precedenti, ha visto i sindaci e i cittadini unirsi in un gesto di disobbedienza civile, cercando di attirare l'attenzione delle autorità regionali e nazionali. La crisi idrica, che ha messo in ginocchio l'intera area, ha portato il capo della protezione civile regionale, Salvo Cocina, a rassicurare la popolazione con un post sui social media: «Le piogge sono arrivate», ha scritto, ringraziando simbolicamente Giove pluvio per l'intervento provvidenziale.

Nel frattempo, Caltaqua, la società responsabile della distribuzione idrica, ha comunicato di aver già avviato la distribuzione nelle zone Gibil Gabib e Padre Scuderi, in anticipo rispetto a quanto previsto. Nelle prossime ore, verrà reso noto il calendario della distribuzione per tutte le altre zone della città.

La situazione ha anche provocato una spaccatura all'interno del centrodestra siciliano, con esponenti come Lantieri e Lombardo che si sono schierati con i "ribelli", mentre il presidente della Regione, Schifani, ha difeso l'operato di Cocina.

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