Guerra dell'acqua in Sicilia, sindaci occupano la diga Ancipa
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Redazione Interno
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In Sicilia, la crisi idrica ha raggiunto un punto di rottura. I sindaci dei comuni ennesi di Troina, Nicosia, Cerami e Gagliano Castelferrato, esasperati dalla gestione regionale delle risorse idriche, hanno deciso di occupare la diga Ancipa, uno dei principali impianti di approvvigionamento della Sicilia centrale. Questo gesto estremo è stato motivato dalla necessità di garantire l'acqua potabile ai loro cittadini, in un contesto di crescente siccità che ha messo in ginocchio l'intera regione.
La diga Ancipa, che fornisce acqua potabile a tredici comuni tra Enna e Caltanissetta, è diventata il teatro di una protesta senza precedenti. I sindaci, guidati dal parlamentare regionale Fabio Venezia, hanno interrotto l'erogazione dell'acqua, staccando un quadro elettrico con l'intenzione di bloccare il flusso verso i comuni vicini. Questo atto ha scatenato una vera e propria guerra dell'acqua, con i comuni ennesi che cercano di risolvere la crisi idrica a scapito dei loro vicini.
La situazione è ulteriormente complicata dalle dichiarazioni contrastanti tra i sindaci e la società Siciliacque, responsabile della gestione dell'impianto. Mentre i sindaci affermano di aver interrotto l'erogazione dell'acqua, Siciliacque sostiene che la continuità del servizio ai comuni di Caltanissetta e San Cataldo è garantita. Questo scambio di accuse ha alimentato un clima di tensione e incertezza, aggravando una situazione già critica.
La crisi idrica in Sicilia non è un fenomeno nuovo, ma la gravità della situazione attuale ha portato a misure drastiche. I sindaci dei comuni ennesi, dipendenti esclusivamente dalla diga Ancipa per l'approvvigionamento idrico, hanno deciso di prendere in mano la situazione, anche a costo di creare conflitti con i comuni vicini.




