Sicilia, allerta gialla per piogge e venti forti. Schifani stima danni per 741 milioni
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Redazione Interno
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La protezione civile regionale ha diramato un avviso di rischio meteo-idrogeologico, valido fino alla mezzanotte di domenica 25 gennaio, che estende lo stato di allerta gialla a diverse aree dell'isola. Nel bollettino, che delinea uno scenario di precipitazioni diffuse, si prevedono piogge da isolate a sparse, le quali potranno assumere, in particolare sui settori occidentali e meridionali, i caratteri del rovescio o del breve temporale con quantitativi cumulati stimati come deboli, fino a divenire puntualmente moderati. Questo quadro perturbato, che interessa per lo più il pomeriggio di sabato 24 dopo un inizio di giornata con ampie schiarite, si inserisce in un contesto già pesantemente segnato dagli eventi atmosferici recenti, per i quali il presidente della regione ha avanzato una prima ipotesi di danno, non definitiva, che si aggirerebbe attorno ai 741 milioni di euro.
Il quadro dettagliato delle previsioni
L'allerta, che riguarda il territorio palermitano e porzioni di quello occidentale e orientale, non costituisce l'unico elemento di criticità, poiché al disordine atmosferico si accompagneranno, secondo le elaborazioni degli esperti, venti forti dai quadranti occidentali. Saranno questi, tra l'altro, a sollecitare i bacini marini circostanti, rendendo il mare agitato nello Stretto di Sicilia e molto mosso nelle altre zone, una condizione che impone attenzione lungo le coste maggiormente esposte. La protezione civile, pur classificando l'allerta al livello giallo e quindi per fenomeni non estremi, raccomanda comunque la massima prudenza, specialmente nelle aree già note per la loro fragilità idrogeologica, dove anche precipitazioni moderate possono innescare criticità.
Il contesto del maltempo ciclonico
La perturbazione che raggiungerà la Sicilia si sviluppa all'interno di un contesto meteorologico più ampio e dinamico, legato al ciclone atlantico denominato Leonie, il quale sta interessando con forza le isole Britanniche e la Francia. Da questo sistema principale, secondo le analisi, si andrà a formare un minimo secondario, indicato come Leonie II, che nella dinamica dei meteorologi rappresenta un vortice satellite il quale, pur non essendo un ciclone autonomo, è in grado di trasportare una significativa carica di energia e umidità. È proprio questo "minimo secondario" a essere atteso sul Mediterraneo e sull'Italia nel corso del weekend, con effetti che, sebbene previsti in una scala di minore intensità rispetto al ciclone Harry di recente memoria, richiamano per la loro potenziale estensione geografica una certa attenzione.
La situazione termica e lo scenario in evoluzione
Nelle prime ore della mattina di sabato, le temperature registrate nei capoluoghi hanno mostrato valori variabili, toccando i 12 gradi a Palermo, Messina e Trapani, scendendo a 10 a Catania e Siracusa, fino ai 5 gradi di Enna, un quadro termico che non si discosta particolarmente dalle medie del periodo ma che sarà influenzato dall'arrivo del fronte perturbato. L'evoluzione, che vedrà un peggioramento a partire dal pomeriggio, conferma una fase di grande dinamicità per l'intero Paese, dove i fenomeni, secondo le proiezioni, non saranno confinati al solo Meridione. La raccomandazione delle autorità resta dunque quella di monitorare gli aggiornamenti ufficiali e di adottare comportamenti cautelativi, soprattutto in prossimità dei corsi d'acqua minori, dei versanti franosi e dei litorali battuti dal moto ondoso.




