Economia sommersa e illegale in Italia: un fenomeno in crescita
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Redazione Economia
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Secondo l'ultimo rapporto dell'Istat, l'economia sommersa e illegale in Italia è cresciuta del 10%, raggiungendo i 192 miliardi di euro, pari a circa il 10,5% del Pil nazionale. Questa cifra si suddivide in 174 miliardi di euro per le attività legali non dichiarate al Fisco e oltre 18 miliardi di euro per le attività illegali.
L'Irpef da lavoro autonomo è l'imposta più evasa, con un tax gap del 69,7%. Seguono l'Ires (24,9%), l'Imu e la Tasi (22,1%), l'Iva (19,2%) e l'Irap (17,7%). Le accise sull'energia (10,8%), le addizionali locali sull'Irpef (6,3%), l'Irpef da lavoro dipendente (2,4%) e le imposte sugli affitti (1,6%) completano la lista.
Nel 2021, il valore dell'economia non osservata ha raggiunto i 192 miliardi di euro. L'economia sommersa si attesta a poco meno di 174 miliardi di euro, mentre le attività illegali superano i 18 miliardi. Rispetto al 2020, il valore dell'economia non osservata è cresciuto di 17,4 miliardi, ma la sua incidenza sul Pil è rimasta invariata (10,5%).
Le unità di lavoro irregolari sono aumentate di circa 73mila unità rispetto al 2020, raggiungendo i 2 milioni e 990mila.




