Morte avvelenate con la ricina, nuova audizione per la professoressa
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Redazione Interno
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Le indagini sulle morte avvelenate con la ricina a Pietracatella entrano in una nuova fase con il ritorno davanti agli inquirenti della professoressa di matematica, ascoltata ancora una volta come persona informata sui fatti. La Squadra Mobile di Campobasso continua a lavorare sul caso che tra il 27 e il 28 dicembre ha portato alla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia quindicenne Sara Di Vita. La Procura di Larino procede per duplice omicidio premeditato mentre gli interrogatori hanno ormai superato quota cento, segnale di un’inchiesta che si allarga tra testimonianze, verifiche e accertamenti tecnici.
Negli ultimi giorni gli investigatori hanno intensificato il lavoro sui dispositivi elettronici sequestrati e sulle conversazioni legate alla sostanza tossica. Al centro degli approfondimenti ci sono chat, telefoni cellulari e materiale informatico acquisito durante le perquisizioni. Tra gli elementi citati nel corso degli approfondimenti televisivi e giornalistici compaiono anche telecamere, un coltello e un cellulare sparito, aspetti che continuano ad alimentare dubbi e verifiche. Pamela Genini, madre di Dolci, ha dichiarato pubblicamente che il figlio sarebbe innocente e che qualcuno starebbe cercando di intimidirlo, mentre le attività investigative proseguono senza soste.
Gli esperti nominati dalla Procura al lavoro sulla ricina
Da oggi sono operativi anche gli esperti incaricati dalla Procura per approfondire gli aspetti tecnici del presunto avvelenamento da ricina. Gli accertamenti dovranno chiarire dinamiche, modalità e possibili collegamenti emersi nel corso dell’inchiesta. Parallelamente gli investigatori continuano a raccogliere testimonianze e a ricostruire i rapporti tra le persone coinvolte nella vicenda. In uno dei passaggi finiti sotto attenzione compare anche il riferimento a “zia Isuccia” e a un ciambellone al pistacchio preparato per Natale, elemento che rientra nelle ricostruzioni esaminate dagli inquirenti durante le verifiche.
Il caso è stato affrontato anche nella trasmissione “Storie italiane 2025/26”, che ha dedicato spazio agli ultimi sviluppi sull’avvelenamento di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi. Nel programma si è parlato del nuovo ascolto in questura del padre e della figlia, oltre che delle analisi concentrate sulle chat relative alla sostanza tossica. L’attenzione degli investigatori resta focalizzata su ogni dettaglio utile a chiarire cosa sia accaduto nelle ore precedenti alla morte delle due vittime, mentre il lavoro della Squadra Mobile procede tra verifiche tecniche e nuovi interrogatori.
Una inchiesta sempre più ampia tra testimonianze e verifiche
L’inchiesta sul giallo di Pietracatella continua quindi ad allargarsi, coinvolgendo numerose persone ascoltate dagli investigatori nel tentativo di ricostruire una rete completa di relazioni, movimenti e contatti. Le persone sentite vengono ascoltate come testimoni o persone informate sui fatti, mentre gli accertamenti tecnici rappresentano una parte centrale del lavoro investigativo. La Procura di Larino mantiene aperta l’ipotesi del duplice omicidio premeditato e gli investigatori stanno concentrando l’attenzione su ogni possibile elemento collegato alla ricina e alla sua eventuale diffusione.
Nel frattempo continuano a emergere ricostruzioni, dichiarazioni e nuovi particolari discussi nelle trasmissioni televisive e negli approfondimenti dedicati al caso. Le verifiche sui dispositivi elettronici sequestrati vengono considerate decisive per chiarire eventuali contatti, ricerche o scambi legati alla sostanza tossica. La nuova convocazione della professoressa di matematica si inserisce proprio in questo quadro investigativo ancora aperto, mentre gli inquirenti proseguono il lavoro per definire responsabilità e circostanze della morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita.




