L'anticorruzione ucraina colpisce l'entourage di Zelensky: via la vice Mudra, Fedorov chiede le elezioni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un'altra scossa tellurica, e non certo la prima, ha investito l'ufficio presidenziale ucraino, con l'onda d'urto che arriva direttamente dall'operazione anticorruzione battezzata "Forrest Gump".

Il presidente Volodymyr Zelensky ha rimosso con un decreto Iryna Mudra, vice capo dello staff, poche ore dopo che gli investigatori del Nabu (l'Ufficio nazionale anticorruzione) e della Sapo (la Procura specializzata) hanno perquisito i suoi uffici nell'ambito di un'indagine su un presunto giro di riciclaggio di denaro che coinvolgerebbe un deputato in carica, un ex parlamentare e alti funzionari della presidenza. La decisione è stata formalizzata il 19 agosto, senza che siano state rese note le motivazioni ufficiali del licenziamento, ma la tempistica appare tutt'altro che casuale.

L'operazione "Forrest Gump" e il nodo di Sense Bank

Il nome dell'operazione, "Forrest Gump", nasce da una conversazione intercettata che gli inquirenti hanno reso pubblica, nella quale si discuteva dell'ingenuità di chi avrebbe potuto intestare denaro di provenienza illecita ai propri figli, un paragone che ha subito evocato il celebre personaggio cinematografico.

Al centro delle indagini c'è un giro di circa 150 milioni di grivna (equivalenti a poco più di 2,9 milioni di euro) che sarebbe stato utilizzato per pagare la cauzione di Herman Haluschenko, l'ex ministro dell'Energia già finito nel mirino della precedente inchiesta "Mida" per un presunto sistema di tangenti sugli appalti del settore energetico.

Secondo gli atti investigativi, una parte del denaro sarebbe transitata attraverso Sense Bank, un istituto di credito statale, il cui controllo sarebbe stato "effettivamente" ottenuto da alcuni alti funzionari dell'Ufficio del presidente proprio per aggirare i meccanismi di controllo antiriciclaggio e consentire il pagamento della cauzione. Le intercettazioni telefoniche diffuse dalla Nabu proverebbero il tentativo di Mudra di esercitare pressioni sui vertici della banca e di influenzare la selezione dei membri del comitato di controllo civico dell'agenzia anticorruzione stessa.

Una fedelissima sotto inchiesta e il precedente Yermak

Iryna Mudra, responsabile della strategia legale internazionale di Kiev, si occupava di dossier di primaria importanza come la confisca dei beni russi congelati e l'istituzione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione. La sua posizione, nell'occhio del ciclone dell'inchiesta "Forrest Gump", rappresenta un ennesimo, grave grattacapo per Zelensky. Non è la prima volta che l'anticorruzione arriva a bussare alle porte di via Bankova: a fine 2025, il potente capo dello staff Andrii Yermak si era dimesso dopo essere stato perquisito e messo sotto indagine.

Il caso Mudra, quindi, si inserisce in una sequenza di procedimenti che hanno messo sotto pressione la cerchia più stretta del presidente, con l'ex ministro Rostyslav Shurma e lo stesso Yermak che sono stati inseriti nel registro degli indagati in altre inchieste, come il procedimento "Dynasty" legato a un progetto immobiliare di lusso.

Sebbene il presidente Zelensky non sia formalmente indagato, il crescendo di scandali che coinvolgono i suoi collaboratori più fidati sta diventando un problema politico di non poco conto, minando la narrativa della lotta alla corruzione su cui Kiev fa affidamento anche per il suo percorso di adesione all'Unione Europea.

La sfida di Fedorov: elezioni in tempo di guerra

Mentre la bufera giudiziaria si abbatte sull'ufficio presidenziale, un'altra tempesta di natura politica si addensa all'orizzonte. Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa destituito da Zelensky a luglio, ha lanciato un appello pubblico, tramite un videomessaggio su YouTube, chiedendo che si trovino meccanismi legali e sicuri per poter tenere elezioni nonostante la guerra e la legge marziale che attualmente le vieta. La sua richiesta, che arriva dopo settimane di proteste di piazza a suo sostegno, rappresenta una sfida interna diretta alla legittimità politica del presidente.

Fedorov ha motivato il suo appello con la necessità di superare una "crisi sistemica" di governance e di combattere una corruzione che, in tempo di guerra, indebolisce la capacità di difesa del Paese. Tuttavia, la sua iniziativa ha ricevuto una risposta tiepida, se non critica, dagli stessi manifestanti che avevano sfilato per chiedere il suo reintegro al ministero della Difesa, con gli organizzatori che hanno respinto l'idea di votare durante il conflitto e che anzi hanno fatto intendere la fine delle proteste quotidiane.

Il rimpasto di governo e la nomina del nuovo ministro

La mossa di Fedorov è arrivata in un momento politico già carico di tensioni, proprio mentre il parlamento ucraino era chiamato a ratificare la nomina di Yevheniy Khmara come nuovo ministro della Difesa, proposto da Zelensky per consolidare il rimpasto di governo. L'avvio dell'operazione "Forrest Gump", avvenuta alla vigilia del voto cruciale, ha ulteriormente surriscaldato il clima politico.

La combinazione tra un'indagine che colpisce la fedelissima Mudra e la richiesta di elezioni di Fedorov, l'ex pupillo diventato ora un oppositore, mette Zelensky sotto una pressione senza precedenti, evidenziando le profonde crepe nel fronte interno ucraino mentre il Paese è ancora impegnato a respingere l'invasione russa.

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