Ucraina, blitz dell'anti-corruzione: perquisizioni nello staff di Zelensky

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una nuova inchiesta per corruzione scuote gli alti vertici del potere ucraino, finendo per lambire direttamente l'ufficio del presidente Volodymyr Zelensky. L'Ufficio nazionale anticorruzione (Nabu) e la Procura specializzata anticorruzione (Sapo) hanno infatti dato il via a un'operazione su larga scala, nome in codice "Forrest Gump", che ha preso di mira figure di primo piano, tra cui un alto funzionario della presidenza e un parlamentare, in un'indagine che promette di gettare nuova luce su presunti illeciti commessi ai massimi livelli dello Stato.

Perquisizioni nelle abitazioni di un vicecapo di gabinetto e di un deputato

Le perquisizioni, condotte nella giornata di oggi, hanno interessato le abitazioni di Iryna Mudra, vice capo di gabinetto della presidenza ucraina, e di Vadym Stolar, membro del Parlamento. A riportarlo è il Kyiv Independent, secondo cui il Nabu sarebbe impegnato in quella che ha definito "un'operazione speciale per smascherare un'organizzazione criminale".

Un'organizzazione che, secondo quanto si legge in una nota dell'ufficio anticorruzione, sarebbe presumibilmente guidata da un parlamentare in carica e da un ex membro dell'assemblea, con il coinvolgimento di alti funzionari dell'Ufficio del presidente. Lo stesso Stolar, tramite un post su Facebook, ha confermato lo svolgimento delle attività investigative nella sua dimora, dichiarandosi disponibile a collaborare pienamente con gli inquirenti e a non porre ostacoli al loro lavoro.

L’operazione "Forrest Gump" e il sistema di riciclaggio

Il nome dell'operazione, "Forrest Gump", è già comparso in relazione a una complessa vicenda che ruota attorno al pagamento di una cauzione. Al centro delle indagini vi sarebbe il presunto riciclaggio di 150 milioni di grivne, l'equivalente di circa 2,9 milioni di euro, una somma che sarebbe stata utilizzata per pagare la cauzione di Herman Halushchenko, ex ministro dell'Energia e della Giustizia, attualmente indagato nell'ambito di un'altra inchiesta nota come "Midas".

Secondo gli investigatori, il denaro sarebbe stato raccolto e fatto transitare attraverso un articolato schema che coinvolgeva una banca statale, il Sense Bank, e una rete di società riconducibili ai soggetti indagati, con l'obiettivo di ripulire fondi di provenienza illecita. Il Nabu avrebbe ricostruito un sistema di trasferimenti in più tranche, con somme di denaro contante trasportate in sacchi e scatole da persone legate all'Ufficio del presidente e successivamente fatte confluire nel circuito bancario attraverso operazioni di conversione.

Il ruolo chiave di Iryna Mudra e le intercettazioni

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Iryna Mudra, responsabile per le questioni giudiziarie e la riforma della giustizia all'interno dell'Ufficio presidenziale, avrebbe avuto un ruolo centrale nell'operazione. Le accuse nei suoi confronti sono pesanti: gli investigatori ritengono che avrebbe ricevuto l'incarico da persone non identificate dello stesso ufficio di organizzare il reperimento dei fondi per la cauzione di Halushchenko.

Inoltre, le sarebbe stato affidato il compito di portare il Sense Bank sotto il controllo dell'Ufficio del presidente, per evitare che altre strutture di potere potessero farvi leva. A supporto delle accuse, il Nabu ha diffuso intercettazioni telefoniche che ritraggono i protagonisti mentre discutono del denaro e delle modalità per aggirare i controlli.

In uno dei frammenti audio, una voce, che gli inquirenti identificano con Mudra, discute con un ex parlamentare della gestione della banca, affermando: "Non ci si può fidare di loro con la banca, lì ci sono flussi di cassa". Le conversazioni rivelano un piano per piazzare persone di fiducia nelle forze dell'ordine e la necessità di creare una "riserva di personale" per controllare gli organi statali.

Un precedente e le figure coinvolte

Questa non è la prima volta che l'ufficio anticorruzione ucraino mette nel mirino esponenti del partito del presidente. A dicembre, il Nabu aveva già accusato cinque parlamentari della fazione "Servitore del Popolo" di Zelensky di aver ricevuto denaro in cambio di voti in Parlamento. Oltre a Iryna Mudra e Vadym Stolar, tra le persone perquisite figurerebbe anche Maksym Mykytas, ex membro del Parlamento e figura già nota per essere stata al centro di precedenti inchieste giornalistiche su progetti immobiliari controversi a Kyiv.

Vadym Stolar, dal canto suo, ha un passato politico che lo lega alla fazione filorussa "Piattaforma di Opposizione – Per la Vita", messa al bando in Ucraina dopo l'invasione russa del 2022, per poi passare al gruppo "Restaurazione dell'Ucraina". La presenza di queste figure e la natura delle accuse sollevano inevitabili interrogativi su quanto sia estesa e radicata la rete di presunti illeciti che gli inquirenti stanno cercando di smantellare.

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