Germania, arrestato l'ex capo del Bnd Hanning: accusato di spionaggio e tradimento

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   I funzionari del Bundeskriminalamt si sono presentati alla sua porta alle 6.41 del mattino. Poco prima delle nove, con i volti coperti da passamontagna, hanno caricato su un furgone nero un uomo di ottant'anni: August Hanning, l'ex presidente del Bundesnachrichtendienst, il servizio di intelligence estero tedesco. L'accusa è di spionaggio, attività di agente per un servizio straniero e tentato alto tradimento. Non era mai accaduto prima che un ex capo del Bnd finisse in manette.

L'accordo e i duemila documenti

Secondo la Bundesanwaltschaft, l'ufficio del procuratore federale a Karlsruhe, Hanning avrebbe intrattenuto per anni un canale privilegiato con Manfred D., suo ex capo di gabinetto al Bnd. I due avrebbero stretto un patto già nel 2010: Manfred D., rimasto in servizio nell'apparato fino al marzo 2026 e reinserito dal 2012 come capo di gabinetto di diversi presidenti dell'agenzia, avrebbe fornito a Hanning materiale riservato in cambio di denaro.

In totale, si parla di circa duemila documenti, molti dei quali classificati come segreti o top secret, destinati esclusivamente all'uso interno del servizio.

Il contenuto delle carte e l'analisi per un servizio straniero

Tra le carte finite nelle mani dell'ottantenne ci sarebbero state anche le cosiddette "Lage", i briefing settimanali preparati per la riunione della situazione nel Bundeskanzleramt, il cancellierato federale. Documenti che, secondo quanto riportato, contenevano informazioni sensibili anche su programmi nucleari iraniani e sull'esercito russo, oltre a materiale proveniente da servizi alleati.

Un flusso di questo tipo viene considerato nell'ambiente dell'intelligence un vero e proprio disastro: i partner stranieri potrebbero perdere fiducia nel Bnd e interrompere la condivisione di informazioni essenziali. In almeno un caso, Hanning avrebbe utilizzato le informazioni segrete per redigere un'analisi destinata a un funzionario di un servizio di intelligence straniero; non è stato possibile accertare se il documento sia poi effettivamente arrivato al destinatario.

Le indagini nate dal caso Block

Gli inquirenti sono arrivati a Hanning quasi per caso, nel corso di tutt'altre indagini. Nel settembre 2025 il Landeskriminalamt di Amburgo aveva perquisito la sua abitazione e i suoi uffici nell'ambito del procedimento sulla presunta sottrazione dei figli dell'imprenditrice Christina Block. Analizzando il materiale sequestrato, gli agenti si sono imbattuti in un supporto elettronico contenente documenti recenti del Bnd che l'ex presidente non avrebbe mai dovuto possedere.

Da lì è partita la segnalazione alla procura federale, competente per i reati di spionaggio e alto tradimento, e a maggio 2026 è stato aperto un procedimento riservato.

La posizione della difesa e il quadro giuridico

L'avvocato di Hanning ha respinto le accuse, sostenendo che il suo assistito venga "perseguito ingiustamente" e che le ulteriori indagini dimostreranno l'infondatezza delle contestazioni. Ha però ammesso che l'ottantenne si trovava effettivamente in possesso di documenti riservati. Il legale di Manfred D. non ha rilasciato dichiarazioni. Per entrambi vale il principio della presunzione di innocenza.

Le accuse formulate dalla Bundesanwaltschaft sono pesanti: attività di agente segreto, spionaggio ai danni dello Stato, acquisizione di segreti di Stato e tentato alto tradimento per Hanning; favoreggiamento nel tentato alto tradimento e nello spionaggio per il suo ex collaboratore. La procura non ha reso noto a quale Paese sia riconducibile il servizio straniero coinvolto; diversi organi di stampa, tra cui Spiegel e Bild, hanno riferito che non si tratterebbe della Russia, mentre lo Spiegel ha ipotizzato un possibile contatto con un agente dell'Azerbaigian.

La carriera di Hanning e le reazioni politiche

Hanning, originario della Vestfalia, aveva guidato il Bnd dal dicembre 1998 al novembre 2005, traghettando l'agenzia verso il trasferimento da Pullach a Berlino e avvicinandola alla politica. In precedenza aveva lavorato nel Bundeskanzleramt e nella rappresentanza permanente della Repubblica federale a Berlino Est. Dopo la presidenza del servizio, era stato segretario di Stato al ministero dell'Interno sotto Wolfgang Schäuble fino al 2009, per poi passare alla consulenza privata in ambito sicurezza.

Il deputato dei Grünen Konstantin von Notz, membro del comitato parlamentare di controllo sui servizi, ha definito la vicenda "una storia durissima e abissale" e ha chiesto un chiarimento rapido e completo, ricordando come da tempo solleciti una limitazione delle attività private degli ex capi dei servizi dopo la fine del mandato.

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