No Tobacco Day, in Europa 700mila morti l'anno per il fumo. E tra i giovani cresce l’allarme per le sigarette elettroniche
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Redazione Salute
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Ogni anno, in Europa, il tabacco uccide 700mila persone, un dato che, seppur in lieve calo rispetto al passato, continua a rappresentare un’emergenza sanitaria. La metà dei fumatori, del resto, inizia prima dei 19 anni, un’abitudine che spesso si trasforma in dipendenza difficile da sradicare. E mentre tra i più giovani si registra una timida inversione di tendenza – secondo un’indagine del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Iss, solo il 7,5% degli studenti delle medie ha fumato nei 30 giorni precedenti l’intervista, contro il 9,6% del 2022 –, a destare preoccupazione è ora la diffusione di nuovi prodotti, come le sigarette elettroniche, che rischiano di vanificare i progressi fatti.
In Trentino, dove la dipendenza da nicotina è un fenomeno sempre più preoccupante, soprattutto tra gli adolescenti, la direttrice della Lilt Valentina Cereghini ha lanciato l’allarme in occasione della Giornata mondiale senza tabacco, celebrata oggi, 31 maggio. «La lotta al fumo deve passare dalla consapevolezza dei rischi e dal rispetto per la salute», ha sottolineato, ribadendo l’impegno dell’associazione nella promozione di stili di vita liberi dal tabacco.
Ma se le sigarette tradizionali sembrano perdere appeal tra le nuove generazioni, quelle elettroniche, spesso percepite come meno dannose, stanno conquistando terreno. Secondo i dati del Cro di Aviano, il 7% dei minori di 13 anni ha già sperimentato questi dispositivi, un fenomeno che preoccupa gli esperti, i quali mettono in guardia dai rischi ancora poco noti legati allo "svapo". «L’industria del tabacco continua a cercare nuove strategie per attrarre consumatori», ha avvertito il centro di ricerca, evidenziando come i prodotti a base di nicotina, in qualsiasi forma, rappresentino una minaccia per la salute pubblica.




