Scoiattoli e sigarette elettroniche, il viral trend che nasconde un rischio per la fauna

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le trovano abbandonate a terra, incastrate tra le zolle d’erba nei parchi urbani o dimenticate lungo i cigli dei marciapiedi; le afferrano con le zampe anteriori – con quella stessa destrezza che usano per spezzare le ghiande – e le portano alla bocca, rosicchiandone il bocchino di plastica come fosse un alimento. Ciò che molti scoiattoli stringono oggi tra le dita, tuttavia, non è cibo ma un rifiuto tecnologico: si tratta di sigarette elettroniche usa e getta, abbandonate nell’ambiente e diventate protagoniste di un fenomeno virale destinato a sollevare ben più di un sorriso.

A rendere il fenomeno visibile è stato un numero crescente di video diffusi sui social network, tra cui spicca l’ultimo filmato a Brixton, nel sud di Londra, dove un roditore appare appollaiato su una recinzione di legno mentre tiene saldamente tra le zampe un dispositivo colorato. Se per gli utenti del web la scena rappresenta una curiosità destinata a spopolare tra i like, per gli esperti della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (Rspca) si tratta invece di un “monito severo” sui pericoli nascosti nei rifiuti moderni. Non è la prima volta, del resto, che episodi simili vengono documentati: negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli avvistamenti, da Filadelfia fino ad alcune aree del Galles, dove gli animali sono stati ripresi mentre tentavano persino di seppellire questi oggetti, confondendoli con riserve di cibo.

L’inganno degli aromi fruttati e il confronto con il passato

Ciò che sorprende gli studiosi non è tanto l’interazione degli animali con i rifiuti umani, quanto il cambiamento nella tipologia di questi ultimi. Craig Shuttleworth, esperto di scoiattoli rossi presso l’Università di Bangor, ha sottolineato come in passato fosse comune trovare mozziconi di sigaretta tradizionali a terra senza che questi attirassero l’attenzione dei roditori. Il motivo, spiega, è da ricercare negli aromi: mentre il tabacco tradizionale ha un odore acre e poco attraente per la fauna, le moderne sigarette elettroniche contengono residui di liquidi dai sapori fruttati o dolciastri, che persistono a lungo e agiscono da richiamo chimico. Non è raro, infatti, che un dispositivo smontato conservi un forte profumo di mirtillo o fragola anche a tre mesi dal suo abbandono.

Lo scoiattolo che corre con un vaporizzatore in bocca non sta quindi giocando, né tantomeno imitando un comportamento umano: sta seguendo un istinto alimentare, ingannato da una fragranza che il suo olfatto associa a una fonte di zuccheri. È proprio questa sostituzione del segnale naturale con uno artificiale a rappresentare il cuore del problema, trasformando i parchi e i giardini urbani in luoghi di esposizione a rischi invisibili.

Microplastiche, litio e nicotina: la composizione di un pericolo

Al di là della singolarità delle immagini, la comunità scientifica ha acceso i riflettori sui materiali che compongono questi dispositivi. Le sigarette elettroniche usa e getta contengono al loro interno una combinazione di sostanze che non appartengono all’ecosistema naturale: plastica dura, batterie al litio e residui di nicotina. Quando un animale rosicchia il bocchino o cerca di sminuzzare l’involucro, rischia di ingerire microplastiche e di entrare in contatto diretto con la nicotina, una sostanza particolarmente dannosa per organismi di piccola taglia.

Non si tratta solo di scoiattoli, peraltro. Il Veterinary Poisons Information Service (VPIS) ha registrato centinaia di chiamate di emergenza legate all’ingestione di liquidi da svapo da parte di animali domestici: in particolare, i cani mostrano una sensibilità marcata verso gli odori dolci e possono essere attratti dai dispositivi gettati nei cestini o lasciati incustoditi. Casi analoghi sono stati documentati anche in altre specie, come un uccello in Nuova Zelanda deceduto dopo aver ingerito una sigaretta elettronica, a testimonianza dell’ampiezza del fenomeno.

Un problema di rifiuti che si estende oltre i parchi londinesi

I numeri relativi alla diffusione di questi oggetti aiutano a comprendere le dimensioni del problema. Nel Regno Unito, prima delle modifiche legislative introdotte nel giugno 2025, si stima venissero gettate via circa cinque milioni di sigarette elettroniche monouso ogni settimana. Pur con il divieto di vendita dei prodotti strettamente usa e getta, il mercato ha trovato una soluzione di continuità riprogettando i dispositivi con porte USB e serbatoi intercambiabili, un accorgimento che li fa rientrare nella categoria dei ricaricabili ma che non ne modifica sostanzialmente il destino: molti finiscono comunque abbandonati nell’ambiente.

Le organizzazioni impegnate nella tutela della fauna selvatica invitano a uno smaltimento più responsabile, sottolineando come il problema non si limiti agli scoiattoli ma coinvolga l’intero ecosistema urbano. Ogni dispositivo abbandonato, con la sua carica di nicotina e metalli, diventa una trappola per la fauna, attirata proprio da quegli aromi pensati per rendere il prodotto più appetibile agli esseri umani. L’interazione tra animali e questi rifiuti rappresenta così un indicatore evidente dell’impatto che le abitudini di consumo, combinate all’incuria, esercitano sulla natura che ci circonda.

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