Riforma caccia: il ddl 1552 approvato al Senato e le reazioni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il ddl 1552 sulla riforma caccia approvato al Senato segna un passaggio rilevante nel percorso di aggiornamento della legge 157/92, con Confagricoltura che valuta il provvedimento come orientato nella direzione auspicata. Il testo, già noto come legge Malan, viene considerato un tentativo di adeguare una normativa di oltre trent’anni alle esigenze territoriali attuali e alle criticità legate alla fauna selvatica. Nel dibattito emerge il riferimento alla proliferazione di alcune specie e alle difficoltà per le attività agricole in diverse aree del Paese, elementi che accompagnano il confronto politico e istituzionale sul provvedimento.
Dalla legge 157/92 al ddl 1552 approvato al Senato
Il Senato della Repubblica ha approvato il ddl 1552 sulla caccia, con il testo che prosegue ora il suo iter verso la Camera dei Deputati per la seconda lettura parlamentare. La riforma interviene sulla storica legge quadro 157 del 1992 e introduce una modifica sostanziale nel suo impianto, definendo la caccia come attività utile alla tutela della biodiversità. Nel dibattito parlamentare le opposizioni hanno votato contro, contestando il provvedimento e definendolo una legge “sparatutto”, mentre il confronto politico si è concentrato sulle nuove impostazioni normative e sulle conseguenze del cambiamento legislativo.
Nel contesto del dibattito sulla riforma della legge sulla caccia, la questione è stata affrontata anche nell’edizione delle ore 20.00 del Tg1 del 23 giugno, con un servizio dedicato alle novità contenute nel testo approvato al Senato e ora all’esame della Camera. All’interno del servizio è stata inserita una dichiarazione del Presidente nazionale Massimo Buconi. Parallelamente, la Cabina di Regia del mondo venatorio, che riunisce diverse associazioni riconosciute, ha preso posizione rispetto alla campagna di disinformazione che ha accompagnato il confronto pubblico sul disegno di legge, intervenendo dopo la conclusione della discussione in Aula al Senato.
Confagricoltura e mondo agricolo: criticità e posizioni
In una nota, Confagricoltura sottolinea come la legge 157/92, ormai risalente a oltre trent’anni fa, non risulti più adeguata alle diverse esigenze che si stanno delineando nei territori. L’organizzazione evidenzia le difficoltà legate alla perdita di redditività delle attività agricole in alcune aree del Paese, con effetti che contribuiscono anche all’abbandono dei territori montani e collinari. Tra le criticità richiamate figurano inoltre la diffusione della Peste Suina Africana e gli squilibri ambientali attribuiti a una densità di fauna selvatica non compatibile con l’ambiente stesso, elementi che si inseriscono nel quadro del dibattito sul disegno di legge.
La Cabina di Regia del mondo venatorio, che comprende le associazioni venatorie nazionali riconosciute come Federcaccia, Enalcaccia, Arcicaccia, ANLC, ANUUMigratoristi, Italcaccia e il CNCN – Comitato Nazionale Caccia e Natura, ha evidenziato la necessità di intervenire alla luce della campagna di disinformazione che, secondo la nota, ha accompagnato il dibattito pubblico sul provvedimento. L’intervento è arrivato dopo la conclusione della discussione in Aula al Senato sul Disegno di Legge di modifica della legge 157/1992. Il confronto si inserisce nel più ampio iter parlamentare del ddl 1552, ora atteso alla Camera per la seconda lettura.




