Il nodo di Kiev spacca la maggioranza: Donzelli frena sull’ingresso nella Ue
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Redazione Esteri
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L’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea rischia di trasformarsi – lo dicono le ultime dichiarazioni del responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli – in un’estensione de facto del conflitto al territorio comunitario, quantomeno finché non verrà raggiunta una pace stabile con la Russia.
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Quel che appare come un passaggio tecnico (l’apertura dei capitoli negoziali per Kiev) si sta invece rivelando una vera e propria pietra di paragone per le tre anime della maggioranza, costringendo i vertici dell’esecutivo a una delicata sintesi tra ragion di Stato e posizionamento elettorale.
Non si tratta, va detto, di una semplice scaramuccia di corridoio: il tema era finora rimasto sotto traccia, celato dall’urgenza degli aiuti militari e dall’altalenante sostegno americano, ma ora è esploso con una virulenza che ha colto molti osservatori di Bruxelles di sorpresa. laverita +3
Tre posizioni, un solo governo
Se il ministro degli Esteri Antonio Tajani (Forza Italia) ribadisce il «sì» convinto al percorso europeo di Kiev, condizionandolo però a una seria opera di “pulizia” dalla corruzione e alla precedenza per i Balcani occidentali, Matteo Salvini si schiera invece sul fronte opposto, quello del secco “no” immediato, cavalcando la stessa linea dei Patrioti per differenziarsi nel centrodestra. repubblica +3
Tra questi due poli, che potremmo definire “atlantista” il primo e “sovranista” il secondo, Fratelli d’Italia tenta il funambolismo: l’analisi di Donzelli, infatti, non chiude la porta a Kiev ma la subordina totalmente all’esito del campo di battaglia e del tavolo diplomatico.
"Raggiunta la pace – ha chiarito il coordinatore – diventa ben comprensibile la posizione di Tajani", mentre finché i combattimenti continuano "è comprensibile quella di Salvini". sky +3
È una posizione, quella di FdI, che cerca di tenere insieme il sostegno militare a Kiev (definito "fondamentale") e la cautela nei confronti di un allargamento che, secondo le norme dei trattati, trascinerebbe l’intera Unione in una guerra per procura contro Mosca. tv2000 +3
La spinta baltica e l’ipotesi Merz
Mentre l’Italia dibatte, in Europa la pressione per accelerare è palpabile, soprattutto da parte dei Paesi baltici – i quali, come riferisce un diplomatico off the record, per anni si sono “nascosti nell’ombra” dell’ungherese Viktor Orbán, il più feroce oppositore dell’ingresso di Kiev, ma ora spingono per tempi più rapidi.
L’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha del resto definito "molto buona" l’idea di un percorso accelerato per l’Ucraina, sottolineando il contributo che questa porterebbe in termini di sicurezza e difesa comune. laverita +3
A gettare acqua sul fuoco, o forse a proporre una terza via, ci ha pensato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il quale suggerisce di offrire a Kiev lo status di "membro associato", una sorta di anticamera dell’Unione che permetterebbe di aggirare i tempi biblici (e le clausole di difesa collettiva) di una piena adesione. laverita +3
Una soluzione che potrebbe accontentare tutti? Probabilmente no: Volodymyr Zelensky vuole molto di più, e il neopremier ungherese Peter Magyar, in discontinuità con il suo predecessore, si dice possibilista all’avvio dei negoziati, purché vengano tutelate le minoranze magiare in Transcarpazia. sky +3
Quando la moda detta il passo in pista
In uno scenario geopolitico complesso, un’altra notizia (apparentemente slegata ma altrettanto rivelatrice dell’aria che tira) arriva dal mondo del motorsport, dove la maison Gucci ha annunciato un accordo di sponsorizzazione che dal 2027 la vedrà title partner del team francese Alpine, ribattezzato “Gucci Racing Alpine Formula One Team”. laverita +3
Non si tratta, questa, di una semplice comparsata pubblicitaria: un Gran Premio di Formula 1 è ormai un crogiuolo di immaginario pop, convergenza di stelle social e traguardo “aspirazionale” per una platea vastissima, e l’operazione rappresenta la prima volta in assoluto che un marchio del lusso puro diventa title sponsor di una scuderia. repubblica +3
Il consigliere esecutivo del team, Flavio Briatore, ha definito l’intesa come un’opportunità per dimostrare che la "moda può arrivare prima" sul traguardo, mentre la ceo di Gucci, Francesca Bellettini, ha parlato di una "convergenza unica tra performance, cultura e portata globale". laverita +3
Che il potenziamento dei marchi di lusso sfrecci ormai a pieno regime sui circuiti di tutto il mondo è un dato assodato, ma vedere la doppia “G” sostituire i tradizionali colori rosa e blu della scuderia francese è forse il segnale più evidente di come l’attrattività di questo sport abbia ormai superato i confini della pista per diventare fenomeno di costume globale. laverita +3




