L’egitto sta lassù, anzi no: la lezione di geografia di Sangiuliano a Bonelli finisce in diretta tv
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Redazione Esteri
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Finché la discussione verte su dazi, equilibri mediorientali e posizioni nei confronti dell’amministrazione Trump, ogni opinionista politico può tentare il suo arringo. Ma quando si abbandona il campo delle opinioni per entrare in quello, apparentemente neutro, della cartina geografica, la musica cambia, e può farlo in modo impietoso. Ieri sera, nel corso della trasmissione “L’Aria che tira” su La7, il conduttore David Parenzo ha ceduto la parola e, simbolicamente, la bacchetta agli ospiti per analizzare la complessa situazione in Medio Oriente, con gli occhi del mondo puntati sulle conseguenze delle ultime mosse degli Stati Uniti e di Israele nei confronti dell’Iran. Ed è stato in quel passaggio di consegne, in quel gesto quasi didattico, che il dibattito ha subito una brusca impennata, trasformandosi in un siparietto che ha dell’incredibile.
La bacchetta in mano e la cartina che tradisce
Angelo Bonelli, co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, ha colto la palla al balzo per abbandonare la postazione e avvicinarsi al maxi-schermo, impugnando la lunga bacchetta con l’aria di chi sta per impartire una lezione definitiva di geopolitica. Ha iniziato a punteggiare lo schermo con sicurezza, citando la Siria e le sue ferite, l’Arabia Saudita e le sue contraddizioni, in un crescendo oratorio che mirava a dimostrare quanto fosse profonda la sua conoscenza del teatro bellico. Poi, però, l’elenco è arrivato all’Egitto. “E l’Egitto?”, ha domandato retoricamente Bonelli, forse più a se stesso che alla platea, cercando con lo sguardo e con la punta della bacchetta un punto preciso sulla mappa che sembrava essersi magicamente dileguato. “L’Egitto sta su…”, ha tentato, orientando l’asta verso la parte alta del planisfero, laddove si affacciano le coste turche e il Mar Nero, in una zona che con il nord Africa e il delta del Nilo ha ben poco a che spartire.
“Studia la geografia”: la stoccata di Sangiuliano
L’esitazione è durata lo spazio di un battito di ciglia, ma sufficiente perché il vetriolo cominciasse a scorrere. Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura e ospite in studio, non ha perso tempo. Con un tempismo che sa di rivincita personale – lui che in passato era finito al centro di polemiche per aver collocato Times Square a Londra – ha colto la palla al balzo. Mentre Bonelli brancolava ancora con lo sguardo, Sangiuliano è intervenuto secco, quasi paterno nella sua correzione: “No, l’Egitto sta là”. E poi, per togliere ogni dubbio sulla natura della postilla, ha rincarato la dose con un imperativo che sa di scuola e di compiti a casa: “Impara la carta geografica. Studia”. Il “vada a fare un corso di geografia”, rilanciato anche in seguito sui social, ha chiuso il cerchio di una sceneggiata nella quale il politically corretto è stato spazzato via da una risata e da una bacchettata virtuale sulle nocche.
La foga dell’intervento e lo scivolone cartografico
La scena, a ripensarla, ha il sapore della commedia involontaria, quella che nasce quando l’enfasi del momento prende il sopravvento sulla precisione del dato. Bonelli, nel tentativo di ergersi a maestro, si è ritrovato suo malgrado nei panni dello scolaro sorpreso a non aver studiato la lezione. La sua inconfondibile capigliatura e la gestualità ampia, quasi a voler abbracciare l’intera regione mediorientale, hanno fatto da contrappunto a un lapsus geografico che in pochi secondi ha spostato il focus del dibattito: non più le sorti della Striscia o le strategie dei pasdaran iraniani, ma la capacità di un leader politico di orientarsi su una carta geografica. E mentre Parenzo osservava la scena, forse chiedendosi se fosse il caso di riappropriarsi della bacchetta, l’ex ministro Sangiuliano si godeva il momento, memore di quando era lui a dover subire le correzioni in diretta nazionale.
Dalla geopolitica alla gag involontaria
Quel che resta della puntata, al di là delle analisi sui conflitti in corso e sulle posizioni dei vari schieramenti rispetto all’amministrazione Trump e a Netanyahu, è l’immagine di Bonelli con la bacchetta sospesa a mezz’aria, alla ricerca di un Egitto che non c’era, o meglio, che c’era ma non dove lui lo stava cercando. Una di quelle scene che fanno il giro del web e che trasformano un momento di approfondimento in un tormentone, dimostrando, semmai ce ne fosse bisogno, che in televisione la forma è sostanza e che una lezione di geografia, per essere impartita, presuppone che il docente abbia almeno chiaro dove si trovino i confini di ciò di cui sta parlando. La lezione, alla fine, Bonelli l’ha ricevuta, ma in modo del tutto imprevisto e certamente non come immaginava quando ha chiesto di impugnare quella bacchetta.




