Il governo stende il “piano casa” e accorcia il taglio delle accise sulla benzina
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Redazione Economia
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Giorgia Meloni torna in conferenza stampa per la seconda volta in settantadue ore, stavolta con una calcolatrice al posto del leggio e con il vicepremier Matteo Salvini – insieme al ministro per gli Affari europei Tommaso Foti – a farle da scorta. L’occasione è il cosiddetto “Piano casa” dell’esecutivo, un programma che, nelle intenzioni di chi lo presenta, dovrebbe mettere a disposizione centomila alloggi nel prossimo decennio. «Il nostro scopo», spiega la presidente del Consiglio, «se sommiamo i dati che derivano dalle diverse politiche del piano – quindi sia la parte pubblica sia quella privata – è quello di rendere disponibili oltre centomila nuovi alloggi, tra alloggi popolari e alloggi a prezzi calmierati, nei prossimi dieci anni». Numeri, insomma, e pochi fronzoli retorici: sgomberi, bollette e case popolari diventano la posta in gioco di un’operazione che il governo vuole blindare nel medio periodo, senza però sciogliere del tutto le ambiguità su tempi e risorse.
La beffa delle accise: nove giorni contro i ventuno annunciati
Proprio mentre si parla di programmazione decennale, un’altra partita – quella dei carburanti – ha preso una piega inaspettata nell’arco di poche ore. Il Consiglio dei ministri del 30 aprile 2026 aveva annunciato la proroga del taglio fiscale sulle accise per ventuno giorni, fino al 21 maggio. Peccato che, una volta pubblicato il decreto legge in Gazzetta Ufficiale, la durata reale dello sconto sia improvvisamente crollata a nove giorni: dal 2 al 10 maggio. Un’operazione in due tempi che il Codacons, con una nota diramata nella stessa giornata, ha subito chiesto al governo di chiarire senza indugi: «Mentre nella conferenza stampa di giovedì la presidente del Consiglio aveva annunciato la proroga del taglio fiscale per 21 giorni – si legge nella nota dell’associazione – si scopre che nel decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale lo sconto sulle accise varrà solo per nove giorni». Un cortocircuito tra parole e atti che rischia di minare la credibilità di una misura nata per assorbire gli effetti del rincaro di benzina e gasolio dopo lo scoppio degli scontri in Iran e il conseguente blocco dello stretto di Hormuz.
Benzina e diesel, due pesi e due misure
La novità più rilevante, però, non è solo temporale. Il decreto introduce infatti una differenziazione tra i due tipi di carburante che nei precedenti provvedimenti non esisteva: per il diesel il taglio delle accise si conferma nella misura piena di venti centesimi al litro; per la benzina, invece, lo sconto scende a soli cinque centesimi al litro. Una scelta che, nelle more del protrarsi della crisi sui mercati internazionali, sembra voler premiare il gasolio – utilizzato soprattutto per i trasporti merci e agricoli – a scapito della benzina, più legata all’automobilistica privata. Il provvedimento, che si legge nella Gazzetta Ufficiale, è stato concepito per contenere l’incremento dei prezzi dei prodotti connesso alla crisi in corso, ma la sua applicazione pratica rischia di generare confusione tra i consumatori, già disorientati dal repentino cambio di calendario.
Un governo armato di calcolatrice ma dal passo incerto
La sovrapposizione tra il “piano casa” – ambizioso nei numeri ma ancora tutto da tradurre in cantieri – e l’accorciamento unilaterale delle accise restituisce l’immagine di un esecutivo che cerca di governare l’emergenza quotidiana senza perdere di vista le promesse strutturali. Eppure, lo scarto tra annuncio e decreto pubblicato (ventuno giorni promessi, nove giorni effettivi) getta un’ombra di opacità sulla comunicazione ufficiale, tanto più in una fase in cui il governo non può contare sul fattore sorpresa di una rielezione presidenziale americana – Trump è alla Casa Bianca ormai da più di un anno – per distrarre l’opinione pubblica. Resta il fatto che, mentre si discute di centomila alloggi in dieci anni, alla pompa di benzina il prossimo 10 maggio lo sconto potrebbe già essere un ricordo. E per chi fa rifornimento di verde, quel ricordo varrà solo cinque centesimi al litro.




