Il Napoli corre, ma il 3-5-2 cancella gli automatismi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Napoli, storicamente abituato a dispiegarsi con il classico 4-3-3, sembra aver smarrito la sua identità nel recente passaggio al 3-5-2. Una scelta tattica dettata, almeno in parte, dall’emergenza infortuni e dalla necessità di adattarsi a un momento complicato, ma che ha portato con sé una serie di problemi evidenti. Domenica, nel lunch match contro il Como, la squadra di Antonio Conte ha mostrato una fragilità inedita, perdendo 2-1 e lasciando sul campo non solo punti preziosi, ma anche quegli automatismi che ne avevano caratterizzato il gioco negli ultimi anni.

Giacomo Raspadori, uno dei volti più rappresentativi del Napoli di quest’anno, ha parlato chiaro ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli: “Se la sconfitta è un problema mentale? Sì, se si vuole stare in alto, il secondo tempo non può essere quello di domenica come atteggiamento. Non possiamo permetterci di rientrare così”. Le sue parole, nette e senza giri di parole, sembrano confermare che il problema non sia solo tattico, ma anche psicologico. La squadra, che aveva iniziato la stagione con ambizioni alte, sembra aver perso quella determinazione che l’aveva contraddistinta nelle prime partite.

Il 3-5-2, sperimentato da Conte nelle ultime due gare, non ha prodotto i risultati sperati. Anzi, ha accentuato le difficoltà di un gruppo che fatica a ritrovare la sintonia. In campo, si è visto un Napoli disunito, con Rrahmani e Meret che sembravano cercarsi senza trovarsi, e una linea offensiva che ha perso mordente. Il sacrificio di Raspadori, schierato in una posizione diversa dal solito, è stato evidente, ma non sufficiente a ribaltare le sorti della partita.

Alessandro Matri, intervenuto a Pressing, ha sottolineato come Conte sembri deluso e nervoso, quasi consapevole di aver commesso un errore di valutazione. “Le aspettative sul Napoli a inizio campionato erano alte perché c’era Conte, non perché avessero una rosa da campioni d’Italia”, ha dichiarato l’ex attaccante, evidenziando come il tecnico abbia forse sottovalutato le difficoltà di adattamento a un modulo diverso da quello abituale.

Il febbraio nero del Napoli, senza vittorie e con la perdita della vetta della classifica a favore dell’Inter, ha messo in luce una crisi che va oltre i semplici risultati. Il ritorno al 4-3-3, già annunciato per la prossima sfida contro l’Inter, potrebbe essere la chiave per ritrovare quell’equilibrio perduto. Ma il problema, come ha sottolineato Raspadori, è anche mentale. La squadra deve fare un esame di coscienza, perché i risultati, alla fine, partono sempre dalla testa.

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