Borse 2025: l'intelligenza artificiale domina la corsa, ma volano anche difesa e metalli preziosi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Con la fine dell'anno, i bilanci dei listini azionari globali tracciano una mappa chiara di vincitori e vinti, dove a primeggiare, in un contesto peraltro ampiamente positivo, sono state le società legate all'intelligenza artificiale, alla difesa e al comparto dei metalli preziosi. Un quadro, quello sintetizzato dal Financial Times, che registra invece una frenata significativa per i titoli americani del consumo, penalizzati dall'attuazione della politica doganale fortemente protezionista voluta dall'amministrazione del presidente Donald Trump. Tra i casi emblematici del settore militare, che ha beneficiato di un rinnovato clima di riarmo in Occidente, spicca l'exploit del colosso tedesco Rheinmetall, la cui quotazione è schizzata del 154%, un balzo favorito dalla storica decisione del cancelliere Friedrich Merz di destinare centinaia di miliardi di euro al potenziamento delle forze armate.

Geopolitica e dazi, un peso sopportato dalla crescita

Cosa ha permesso, nonostante le persistenti tensioni internazionali e l'incognita dei dazi, alle principali piazze finanziarie di mantenersi su livelli così robusti? La risposta, in buona parte, va cercata nella tenuta dell'economia globale, la quale, seppur in un fase di rallentamento ormai evidente, è riuscita a scongiurare lo spettro della recessione che aleggiava all'orizzonte nei primi mesi del 2025. Gli shock derivanti dalle scelte di politica commerciale e dalle crisi geopolitiche, per quanto rilevanti, sono stati sin qui assorbiti da un sistema che, nel suo complesso, ha mostrato una resilienza superiore alle attese, offrendo un terreno solido, sebbene non privo di asperità, sul quale i mercati hanno potuto continuare a correre.

L'Europa tiene il passo, con l'Italia in prima fila

Oltreoceano, anche il Vecchio Continente si appresta a archiviare un anno più che positivo, con l'indice Euro Stoxx 50 in rialzo del 16,8% e il paniere più ampio dello STOXX Europe 600 che avanza del 14,9%, performance che testimoniano una diffusa, sebbene non uniforme, fiducia degli investitori. Piazza Affari, in questo scenario, ha vissuto una fase particolarmente spumeggiante, trainata in primis dal comparto bancario, con istituti come Intesa Sanpaolo e UniCredit che hanno catalizzato gli acquisti. Un rinnovato appetito per il rischio ha caratterizzato pure il mercato delle nuove quotazioni, dove si sono registrate operazioni di grande richiamo, dalle IPO più attese alle cosiddette re-IPO di società che hanno scelto di ritornare in Borsa dopo periodi di privatizzazione.

La Svizzera brilla, mentre la cronaca nera influenza i listini

A livello internazionale, accanto ai fenomeni più eclatanti, hanno performato molto bene anche realtà di nicchia o legate a economie tradizionalmente stabili, come dimostra il caso della Svizzera, i cui indici segnano guadagni a doppia cifra percentuale. Non mancano, peraltro, situazioni in cui gli sviluppi giudiziari di casi di cronaca nera hanno avuto un impatto tangibile sulle valutazioni di aziende, con inchieste che ne hanno scosso la reputazione e, di conseguenza, la fiducia degli azionisti, in un meccanismo che lega indissolubilmente l'andamento dei titoli all'evoluzione dei procedimenti penali, i cui esiti possono riservare sorprese decisive per gli equilibri di mercato.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.