Meloni nella lista di vendetta iraniana, nel mirino i leader occidentali
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Meloni nella lista di vendetta iraniana pubblicata da un quotidiano vicino al regime di Teheran: la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni è comparsa, insieme ad altri leader occidentali, in una presunta “lista nera” diffusa nella tarda serata di sabato dal giornale ultraconservatore Hamshahri. Nell’immagine pubblicata dal quotidiano figurano anche il presidente francese Emmanuel Macron, il premier britannico Keir Starmer, il cancelliere federale Friedrich Merz, il segretario di Stato statunitense Marco Rubio e il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth. I leader sono rappresentati con abiti da detenuto, in riferimento alla richiesta di vendetta per la morte della Guida suprema iraniana Ali Chamenei.
La lista iraniana e i leader indicati dopo la morte di Khamenei
La pubblicazione della presunta lista di vendetta arriva dopo le dichiarazioni della nuova Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, succeduto al padre Ali dopo la sua uccisione nell’attacco statunitense del 28 febbraio. Secondo quanto riportato, il nuovo leader iraniano ha promesso vendetta per la morte del padre, affermando che questo obiettivo “deve certamente essere compiuto”. Nel bombardamento sono rimasti uccisi anche il genero di Ali Khamenei, la figlia maggiore, una nipotina di 14 mesi e la nuora, moglie dell’attuale Guida suprema.
Il quotidiano Hamshahri, legato alla municipalità di Teheran, ha indicato nella cosiddetta lista nera i presunti responsabili dell’uccisione di Ali Khamenei. Oltre al presidente statunitense Donald Trump e al premier israeliano Benjamin Netanyahu, nell’elenco sono comparsi anche esponenti europei, tra cui Giorgia Meloni. La pubblicazione dell’immagine con i leader occidentali rappresentati in modo offensivo è stata collegata dal giornale alla richiesta di punizione nei confronti di chi viene considerato responsabile della morte della precedente Guida suprema.
Le reazioni in Italia dopo le minacce contro Meloni
La presenza della presidente del Consiglio italiana nella presunta lista iraniana ha provocato una presa di posizione del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, che ha espresso solidarietà a Giorgia Meloni a nome proprio e dell’intera comunità lucana. Bardi ha definito le minacce diffuse da organi di stampa vicini al regime iraniano “gravissime e inaccettabili”, sottolineando il significato dell’inserimento della premier italiana nell’elenco.
Secondo il presidente della Regione Basilicata, la pubblicazione della lista con immagini offensive e messaggi di violenza rappresenterebbe un attacco non solo alla persona di Giorgia Meloni, ma anche all’Italia, alle sue istituzioni e ai valori democratici difesi dal Paese nello scenario internazionale. La vicenda si inserisce nel contesto delle tensioni successive alla morte di Ali Khamenei e alle dichiarazioni della nuova leadership iraniana sulla volontà di vendetta.
Il nuovo scenario dopo la successione a Teheran
La nuova fase politica iraniana è segnata dalla successione di Mojtaba Khamenei al padre Ali e dalle conseguenze dell’attacco del 28 febbraio. Ai funerali solenni del 4 luglio, celebrati a Teheran per diversi giorni, il nuovo leader non è comparso ufficialmente per ragioni di sicurezza. La versione più diffusa riportata nell’articolo indica inoltre che potrebbe essere rimasto gravemente ferito nello stesso attacco e che le sue condizioni di salute sarebbero ancora precarie.
Nel messaggio di vendetta attribuito a Mojtaba Khamenei e nella successiva pubblicazione di Hamshahri vengono quindi coinvolti diversi rappresentanti politici occidentali. Tra questi compaiono Donald Trump, Benjamin Netanyahu e alcuni leader europei, tra cui la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, inserita nella presunta lista insieme ad altri esponenti internazionali indicati dal quotidiano iraniano.




