Affitti brevi e self check-in illegali: a Forlì il mercato cala, ma la legge è ancora disattesa
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Redazione Interno
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Il sistema del "self check-in", che permette di accedere a un alloggio turistico digitando un codice senza incontrare il proprietario, si sta diffondendo a macchia d’olio nonostante sia vietato dalla normativa vigente. A Forlì, dove il mercato degli affitti brevi registra un calo, questa pratica continua a essere utilizzata, alimentando un fenomeno che le associazioni dei consumatori definiscono "pericoloso e fuori controllo".
Federconsumatori Emilia-Romagna e la Fondazione Isscon hanno recentemente aggiornato i dati sulle locazioni turistiche irregolari, evidenziando come l’accesso autonomo agli appartamenti, spesso gestito tramite tastiere elettroniche o cassette per chiavi, violi le disposizioni di sicurezza e privi gli ospiti di un contatto diretto con chi gestisce la struttura. "Se da un lato il numero di affitti brevi nella zona è diminuito, dall’altro persistono modalità che eludono la legge", sottolineano gli esperti.
A Firenze, intanto, il nuovo regolamento sugli affitti turistici – che entrerà in vigore il 21 maggio – ha già scatenato polemiche e ricorsi annunciati al Tar. Il provvedimento, sostenuto dal testo unico regionale sul turismo, mira a ridurre l’impatto delle locazioni brevi sul tessuto urbano, dopo anni in cui il centro storico si è trasformato in una sorta di "luna park" per turisti, svuotandosi di residenti. "Ho scelto di vivere al Campo di Marte perché il centro è diventato invivibile", racconta Mafalda Batalha, ricercatrice portoghese dell’Istituto Universitario Europeo, confermando un malessere diffuso tra chi abita in città.




