La nona tappa del Tour de France accorciata per il caldo: da Malemort a Ussel, si cercano sorprese
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La 113esima edizione del Tour de France si appresta ad affrontare, oggi domenica 12 luglio, la sua nona frazione, un percorso che si snoda interamente nel dipartimento della Corrèze tra Malemort e Ussel, ma che è stato oggetto di una modifica sostanziale nelle ultime ore a causa delle condizioni meteorologiche eccezionali che stanno interessando la Francia.
È la prima volta nella storia della Grande Boucle che una tappa viene accorciata per via del caldo, una decisione che, seppur motivata da ragioni di sicurezza e salute degli atleti, rappresenta un segnale inequivocabile dell'impatto che il cambiamento climatico sta avendo anche su uno sport tradizionalmente abituato a convivere con le asperità del meteo.
Il percorso accorciato e le ragioni della scelta
Il tracciato originario prevedeva 185,5 chilometri, ma a causa dell'allerta rossa per ondata di calore diramata da Météo-France, con temperature che potrebbero raggiungere i 43 gradi nella zona del Massiccio Centrale, gli organizzatori hanno deciso di ridurre il chilometraggio a 155,5 chilometri. La partenza effettiva, come si legge nelle note ufficiali dell'organizzazione, avverrà da Lanteuil, anche se il via ufficiale rimane fissato a Malemort per le 13.
45, con un percorso che aggira la parte iniziale per ricongiungersi al tracciato originario a circa 147,8 chilometri dal traguardo di Ussel. L'obiettivo dichiarato da ASO, la società organizzatrice, è proprio quello di "permettere lo svolgimento della corsa in condizioni compatibili con il livello di allerta rossa per ondata di calore".
Nonostante l'accorciamento, la tappa mantiene intatte le sue caratteristiche di frazione impegnativa, pensata per gli attaccanti e per i corridori che amano le fughe da lontano. Il dislivello complessivo si attesta comunque sui 3.
300 metri, con quattro Gran Premi della Montagna che costelleranno il percorso: la Côte de Naves (terza categoria), il Suc au May (seconda categoria), la Côte de la Croix du Pey (terza categoria) e il Mont Bessou (quarta categoria), quest'ultimo situato a soli 24 chilometri dal traguardo e che potrebbe rappresentare il trampolino di lancio per l'azione decisiva.
Dopo le due tappe consecutive dominate dai velocisti, con Tim Merlier che ha conquistato le frazioni di Bordeaux e Bergerac, la nona tappa rappresenta un'occasione d'oro per i cosiddetti "baroudeurs", corridori esperti e combattivi capaci di interpretare al meglio le corse di un giorno e le tappe mosse del Tour.
I protagonisti e le dinamiche di corsa
La vigilia della prima giornata di riposo, che il peloton osserverà domani, rende questa tappa un'occasione ghiotta per chi è rimasto a secco di vittorie o per chi vuole provare a indossare, almeno per un giorno, la maglia di vincitore di tappa. La conformazione del percorso, caratterizzato da salite brevi ma ripide e da un finale non totalmente pianeggiante, dovrebbe favorire le azioni da lontano e rendere la battaglia per entrare nella fuga giusta particolarmente accesa sin dai primi chilometri.
Il percorso per attaccanti disegnato in Corrèze, come è stato sottolineato anche dal traceur del Tour Thierry Gouvenou, è "un puro terreno per i baroudeurs" e al Suc au May "dovrebbe essere la messa a morte, perché è duro e irregolare. Sarà per corridori molto forti".
Tra i nomi che potrebbero giocarsi le proprie carte, spiccano quelli di Ben Healy (EF Education), Mathieu van der Poel (Alpecin), il maglia verde Mads Pedersen (Lidl-Trek) e i francesi Kévin Vauquelin e Romain Grégoire, senza dimenticare corridori come Tiesj Benoot, Matej Mohoric e Michal Kwiatkowski, specialisti di queste situazioni di corsa.
La situazione in classifica generale
Per quanto concerne la classifica generale, la tappa di oggi dovrebbe rappresentare un momento di relativa tranquillità per i grandi favoriti. Tadej Pogacar, leader indiscusso della corsa e in maglia gialla dopo la straordinaria prestazione sul Tourmalet nella sesta tappa, e i suoi principali rivali come Jonas Vingegaard, Remco Evenepoel e Juan Ayuso, potrebbero osservare la giornata da spettatori, consapevoli che le grandi battaglie per il successo finale sono rimandate alle tappe alpine della prossima settimana.
Il distacco di quasi tre minuti accumulato da Pogacar su Vingegaard dopo la tappa di Gavarnie-Gèdre lascia presumere che gli uomini di classifica non vogliano prendersi rischi in una giornata così insidiosa e con il caldo a fare da padrone. Tuttavia, la durezza del percorso e le condizioni climatiche estreme potrebbero sempre riservare sorprese, rendendo la nona tappa un appuntamento da non sottovalutare per la dinamica stessa della corsa e per la sua imprevedibilità.




