Vuelta a España 2026, la diciassettesima tappa a Sevilla è l'ultima chiamata per i velocisti
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Redazione Sport
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La Vuelta a España 2026 si concede una tregua prima della cronometro di Cordoba e delle montagne decisive del fine settimana. Mercoledì 9 settembre andrà in scena la diciassettesima tappa, da Dos Hermanas a Sevilla, frazione che per caratteristiche tecniche rappresenta l'occasione più ghiotta per gli uomini veloci, probabilmente l'ultima di questa edizione. Il percorso, totalmente pianeggiante, si snoda lungo 185 chilometri attraverso la provincia andalusa per raggiungere una delle città più iconiche della regione.
Il percorso più piatto della Vuelta 2026
La tappa numero diciassette è una rara eccezione nel contesto di una corsa che quest'anno ha proposto frazioni impegnative con un diverso grado di difficoltà. Il dislivello totale è di soli 956 metri, e questo dato da solo la rende la frazione in linea dove si sale meno nell'intero arco della Vuelta. Si parte da Dos Hermanas, cittadina che per la prima volta ospita una partenza della corsa spagnola, per dirigersi verso sud-est in direzione di Cigarrón.
Il tracciato prosegue poi verso Alcalá de Guadaíra, con un tratto leggermente ondulato nei primi chilometri, dove le pendenze toccano al massimo il 5% e che potrebbe favorire il tentativo di una fuga. Superata Carmona, la strada si dirige verso nord-ovest fino al traguardo volante di San José de la Rinconada, situato a soli 20 chilometri dal traguardo. Da qui, il percorso vira deciso verso sud, entrando nel cuore di Sevilla e portando il gruppo sul Paseo Colón, dove è posizionata la linea d'arrivo.
L'ultima occasione per i velocisti
Con un profilo del genere, appare difficile ipotizzare una conclusione diversa dall'arrivo in volata. Il direttore sportivo della Vuelta, Fernando Escartín, ha commentato che una fuga di salita dovrebbe caratterizzare la prima parte di giornata, ma che non dovrebbero esserci particolari difficoltà per i team dei velocisti nel controllare la corsa e garantire una volata nelle vie di Sevilla. La città andalusa, che torna a ospitare un arrivo dopo l'edizione del 2024 quando a trionfare fu Pavel Bittner, si prepara ad accogliere il gruppo.
Per l'occasione, l'amministrazione comunale ha predisposto un imponente dispositivo di sicurezza con seicencinquanta agenti impegnati nella gestione del traffico e dei numerosi tagli stradali che inizieranno già dalla serata di martedì.
Matthew Brennan e la caccia al pokerissimo
Tutti gli occhi sono puntati su Matthew Brennan, che in questa Vuelta ha già collezionato quattro vittorie di tappa. Il britannico del Team Visma-Lease a Bike, lanciato in maniera impeccabile dal compagno di squadra Wout van Aert, che in questa Vuelta si è trasformato in un gregario di lusso per il giovane talento, ha dominato le volate finora disputate.
A soli ventuno anni, nella sua prima partecipazione a un Grande Giro, Brennan ha già eguagliato il record di vittorie per un debuttante in una corsa a tappe di tre settimane, impresa che non riusciva da quando Fernando Gaviria ci riuscì al Giro d'Italia nel 2017. Con un successo a Sevilla, il britannico potrebbe raggiungere quota cinque vittorie parziale, un traguardo che nell'era moderna è stato raggiunto solo da Alessandro Petacchi, capace di vincere cinque tappe in due diverse edizioni della Vuelta, e da John Degenkolb.
Per il team olandese, l'obiettivo di giornata sarà quello di mantenere il controllo della corsa e neutralizzare eventuali attacchi, proprio come già avvenuto nella sedicesima tappa, quando un tentativo di fuga composto da cinque corridori è stato ripreso a ventitré chilometri dall'arrivo.
Le alternative per la volata e i big in attesa
Lo sfidante principale di Brennan sembra essere Jordi Meeus, che con la sua Red Bull-Bora-Hansgrohe è stato più volte sul podio in questa Vuelta senza però riuscire a spuntarla. Il belga, che vanta una vittoria di tappa al Tour de France, proverà a interrompere il dominio del rivale. A completare il quadro dei pretendenti alla vittoria ci sono Bryan Coquard, già vincitore di una tappa in questa Vuelta e capace di piazzarsi secondo nella frazione di Palos de la Frontera, e il sorprendente Vito Braet, terzo in quella stessa occasione.
Per quanto riguarda la classifica generale, la tappa rappresenta una giornata di transito. Enric Mas (Movistar) difende la maglia rossa di leader con un vantaggio di due minuti e sei secondi su Felix Gall e di due minuti e dieci secondi su Primoz Roglic. La vera battaglia per il podio finale è rimandata alla cronometro individuale di giovedì e alle durissime tappe di montagna del fine settimana, che decreteranno il vincitore della Vuelta a España 2026.
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