Gaza, raid israeliano su un internet café: almeno 21 morti. Netanyahu lunedì da Trump
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Redazione Esteri
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Mentre il conflitto nel Medioriente entra nel suo 634esimo giorno, un nuovo bombardamento israeliano ha colpito ieri un internet café sul lungomare di Gaza City, uccidendo almeno 21 persone e ferendone una trentina, tra cui molte donne e bambini. Lo riferisce il ministero della Salute di Gaza, citato dal quotidiano israeliano Haaretz. Secondo fonti palestinesi, nell’area non era stato dato alcun preavviso di evacuazione, nonostante l’esercito israeliano avesse diffuso nuovi ordini in altre zone, segnando così un’ulteriore espansione dell’offensiva terrestre.
L’Onu ha rinnovato le critiche a Israele, denunciando come i palestinesi siano costretti a stiparsi in spazi sempre più angusti, senza vie di fuga. Intanto, Tel Aviv sembra avvicinarsi a un accordo per un cessate il fuoco temporaneo, anche se – fanno sapere fonti diplomatiche – non ci sono garanzie su una fine della guerra.
La strage di ieri si aggiunge a una lunga scia di sangue: solo nelle ultime ore, gli attacchi a Gaza hanno causato oltre ottanta vittime. Quello all’internet café, frequentato anche da giornalisti, è stato particolarmente cruento. Un testimone racconta di aver visto un uomo seduto a terra, con la camicia macchiata di sangue e lo sguardo stravolto, accanto al corpo senza vita della moglie, mentre il mare – da sempre simbolo di libertà per gli abitanti della Striscia – faceva da sfondo silenzioso all’ennesima tragedia.
In questo contesto, lunedì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu incontrerà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca. L’appuntamento arriva in un momento delicato, con Washington e Doha che continuano a mediare per una tregua, finora senza risultati concreti. Intanto, tensioni si registrano anche in Cisgiordania, dove coloni israeliani hanno assaltato un checkpoint dell’esercito, in segno di protesta contro la politica del governo.




