Il Brasile sanziona Israele per il genocidio a Gaza: stop alle esportazioni militari
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Redazione Esteri
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Il governo brasiliano ha deciso di adottare una serie di sanzioni contro Israele, colpendo i rapporti diplomatici, commerciali e militari con Tel Aviv, in risposta a quella che definisce una "guerra di genocidio" condotta nella Striscia di Gaza da ottobre 2023. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Mauro Vieira durante una conferenza delle Nazioni Unite a New York, sottolineando che tra le misure punitive sarà interrotta la vendita di equipaggiamenti militari al regime israeliano.
L’iniziativa di Brasilia arriva in un momento in cui la crisi umanitaria a Gaza raggiunge livelli insostenibili, con migliaia di civili uccisi o feriti mentre cercano di accedere agli aiuti alimentari, spesso sotto il fuoco delle forze israeliane. «L’uso della fame come arma di guerra è un crimine», ha dichiarato Vieira, denunciando la militarizzazione dei punti di distribuzione dei viveri e il blocco deliberato di medicine e generi di prima necessità. Malnutrizione e carestia, ormai endemiche, aggravano un bilancio già segnato da mesi di bombardamenti indiscriminati.
Le accuse di genocidio trovano conferma in rapporti come quello di B’Tselem, ong israeliana che da anni documenta le violazioni dei diritti umani nei Territori Occupati. «Israele non sta solo uccidendo, ma cancellando il futuro di un intero popolo», ha spiegato Shai Parnes, direttore della comunicazione dell’organizzazione. Il documento, intitolato Il nostro genocidio, analizza le politiche sistematiche adottate contro i palestinesi, ovunque si trovino, evidenziando come intere famiglie siano state annientate.
Tra i casi citati, quello di Youssef Salem, la cui famiglia – 270 membri – risulta uccisa o dispersa al giugno 2025. O la tragedia di Mohammad Abu Al Qumsan, tornato a casa dopo aver registrato la nascita dei suoi gemelli per trovarla rasa al suolo da un raid, con i corpi della moglie, della madre e dei neonati dilaniati. Storie che si ripetono, frammenti di una strategia che, secondo storici come Lee Mordechai, mira a «spazzare via Gaza ramo dopo ramo».




