Israele a Gaza, non è genocidio, dice la storica Fattorini
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Redazione Esteri
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L'offensiva israeliana a Gaza, che ha suscitato un acceso dibattito internazionale, è stata recentemente analizzata dalla professoressa Emma Fattorini, ordinaria di Storia contemporanea alla Sapienza di Roma. La storica, autrice del volume "La Chiesa e le leggi razziali", ha dichiarato che il termine "genocidio" non è appropriato per descrivere le tremende perdite umane inflitte dalla politica di Netanyahu, che considera inaccettabile e sbagliata.
Edith Bruck, scrittrice e poetessa sopravvissuta ai lager nazisti, ha espresso stupore per le parole del Papa, contenute nel suo nuovo libro "La speranza non delude mai", in cui il Pontefice suggerisce che debba essere indagato un presunto genocidio compiuto da Israele sui palestinesi a Gaza. Bruck ha sottolineato la gravità dell'affermazione, chiedendosi se il Papa e i suoi collaboratori si siano resi conto del peso di tale dichiarazione.
Il dibattito si inserisce in un contesto di crescente antisemitismo a livello globale, con il Papa che, nel suo libro, sembra fornire legna per questo fuoco. La questione sollevata dal Pontefice ha immediatamente attirato l'attenzione dei media di tutto il mondo, diventando titolo di testa in molte lingue. Tuttavia, la storica Fattorini e la scrittrice Bruck concordano nel ritenere che l'uso del termine "genocidio" sia inappropriato e potenzialmente dannoso.
In questo scenario complesso, le parole del Papa hanno sollevato interrogativi sulla percezione e l'interpretazione degli eventi a Gaza, evidenziando la necessità di un'analisi approfondita e ponderata delle politiche israeliane e delle loro conseguenze umanitarie.




