L'Onu accusa Israele di genocidio a Gaza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite, istituita dal Consiglio per i diritti umani, ha reso noto un rapporto di settantadue pagine in cui accusa Israele di aver commesso atti di genocidio nella Striscia di Gaza. Il documento, reso pubblico il 16 settembre 2025, sostiene che quattro dei cinque criteri stabiliti dalla Convenzione del 1948 – il cui scopo era prevenire un nuovo Olocausto – siano stati «soddisfatti» dalle autorità israeliane, ritenendone lo Stato «pienamente responsabile».

Secondo gli investigatori, che hanno lavorato in piena autonomia, le violazioni accertate configurerebbero condotte precise: si va dall’uccisione di membri del gruppo alla lesione grave della loro integrità fisica o mentale, senza tralasciare l’imposizione di condizioni di vita intese a provocarne la distruzione fisica e la messa in atto di misure per impedire le nascite al suo interno. La commissione, la cui conclusione è netta, ritiene che «l’intento genocida fosse l’unica deduzione ragionevole» da trarre dall’analisi del modello di condotta tenuto da Israele.

Il rapporto, che per la prima volta punta il dito in modo così esplicito contro le massime autorità israeliane – incluso il presidente Isaac Herzog –, si basa su quelle che definisce «prove pienamente conclusive». Tra queste, un peso particolare è stato attribuito alle dichiarazioni pubbliche dei leader, considerate una «prova diretta di intento genocida». La commissione, del resto, ha rilevato come tali atti siano stati commessi «deliberatamente» con l’obiettivo di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale.

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