Iren chiude il 2024 con 268 milioni di utile e punta all’acquisizione totale di Egea

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Redazione Economia Redazione Economia   -   MILANO – Nonostante un calo dei ricavi, scesi poco oltre i sei miliardi a causa del ridimensionamento dei prezzi delle commodities e delle operazioni di efficientamento energetico, Iren ha chiuso il 2024 con un utile netto in crescita del 5,4%, raggiungendo i 268,5 milioni. Un risultato che ha permesso di distribuire agli azionisti un dividendo più consistente rispetto all’anno precedente, fissato a 12,83 centesimi per azione.

Il mercato ha risposto con ottimismo, spingendo il titolo ai massimi da quasi tre anni, complice anche l’annuncio dell’acquisizione del restante 47,23% di Egea, operazione che porterà la multiutility a controllarne interamente il capitale. L’EBITDA, salito a 1.274,1 milioni (+6,5%), e l’EBIT, cresciuto dell’11,9% fino a 519,7 milioni, confermano la solidità del gruppo, che ha mantenuto invariato il livello degli investimenti lordi, attestatosi a 942 milioni.

Nei dettagli operativi, il quarto trimestre ha superato le attese, con un EBITDA aumentato del 3% su base annua, trainato soprattutto dalle attività regolamentate e dall’area Ambientale. Se da un lato gli ammortamenti e gli oneri finanziari hanno inciso sull’utile netto, stabilizzandolo a circa 76 milioni, la generazione di cassa è rimasta in linea con le previsioni.

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