Eredità Baudo, il testamento bloccato dai dissidi tra gli eredi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A distanza di mesi dalla scomparsa di Pippo Baudo, avvenuta nell'agosto del 2025, l'assegnazione del suo cospicuo patrimonio rimane in una fase di stallo, congelata da una complessa trattativa tra i legittimi eredi. La vicenda, che vede contrapposti i figli Tiziana e Alessandro e la storica assistente Dina Menna, si articola attorno a tre distinti testamenti, redatti in un arco temporale che va dal settembre 2020 al marzo 2023, documenti nei quali il celebre conduttore avrebbe espresso in modo reiterato e abbastanza preciso la sua volontà. La disposizione, secondo quanto è trapelato, prevedeva la vendita di tutti i beni, ville e appartamenti – alcuni dei quali, peraltro, erano già stati ceduti prima della sua morte – e la successiva divisione del ricavato, assegnando a ciascuno dei due figli una quota pari al trentacinque per cento e riservando il restante trenta per cento alla fidata collaboratrice.
Il groviglio delle ultime volontà
La presenza di più testamenti, di per sé, costituisce l’elemento centrale del rebus giuridico e relazionale che ha finora impedito una definizione della successione, generando un terreno fertile per interpretazioni e possibili contestazioni. Ognuno di quei documenti, infatti, sebbene sembri convergere sulla medesima destinazione delle quote, rappresenta un tassello di un mosaico testamentario che gli avvocati delle parti sono chiamati a ricomporre, vagliandone la validità e la completa corrispondenza alla volontà del defunto. La complessità è accresciuta dalla necessità di fare una stima precisa e aggiornata dell’intero patrimonio, il cui ammontare complessivo, comprendente non solo gli immobili ma anche i diritti d'autore e altre attività, deve essere chiarito prima che si possa procedere a qualsiasi divisione pratica.
Le trattative in corso
Nonostante le difficoltà, le trattative tra le parti proseguono, seppur in un clima di tensione che riflette la delicatezza degli interessi in gioco. L’obiettivo, almeno in teoria, è quello di trovare un accordo extragiudiziale che eviti il ricorso a una lunga e logorante causa, la quale rischierebbe di protrarsi per anni e di consumare, in spese legali, una parte non trascurabile dell’eredità stessa. La trattativa si concentra, quindi, non solo sull’interpretazione delle carte, ma anche su aspetti pratici come la gestione e la vendita degli immobili rimanenti, operazioni che richiedono tempo e che devono essere condotte in modo da massimizzare il valore per tutti i contraenti.
Un patrimonio da definire
La sostanza della questione, al di là delle dinamiche personali, ruota dunque attorno all’effettiva consistenza di un patrimonio costruito in decenni di carriera televisiva. La decisione di Baudo di optare per una liquidazione totale dei beni e una divisione in quote di denaro, piuttosto che per un'assegnazione diretta di singoli beni, ha semplificato in un certo senso l’intento ma ne ha complicato l’esecuzione, demandando agli eredi il compito di realizzare quel capitale. È proprio questa fase operativa, unita all’ombra proiettata dai tre diversi documenti, a mantenere la situazione in un equilibrio precario, dove nulla è ancora stato materialmente suddiviso e tutto sembra dipendere dalla capacità di mediazione tra Tiziana, Alessandro e Dina Menna.




