Eredità Baudo, le trattative tra figli e segretaria sulle volontà del conduttore
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A oltre sette mesi dalla scomparsa di Pippo Baudo, avvenuta nello scorso agosto, l'assegnazione della sua cospicua eredità rimane un terreno di negoziazione, sebbene non privo di attriti, tra i legittimi eredi. I figli Tiziana e Alessandro, da un lato, e la storica assistente Dina Minna, dall'altro, stanno infatti definendo i termini per dare esecuzione alle volontà del celebre presentatore, il quale aveva espresso con chiarezza le sue intenzioni attraverso una serie di documenti successivi. La situazione, per sua natura complessa, richiede infatti una meticolosa ricostruzione del patrimonio, composto da immobili di pregio e diritti d'autore, prima di poter procedere alla sua liquidazione e spartizione.
La volontà espressa in tre documenti
Pippo Baudo aveva redatto, in momenti differenti, tre testamenti: il primo risale al 9 settembre 2020, il successivo al 4 marzo 2021 e l'ultimo, che risulta essere il più recente, è stato firmato il primo marzo 2023. In ciascuno di essi, il conduttore aveva ribadito con sostanziale coerenza la sua volontà finale, ovvero che l'intero patrimonio mobile e immobiliare fosse venduto e il ricavato monetario suddiviso tra tre beneficiari. La quota destinata a ciascuno dei due figli, Tiziana e Alessandro, è stata fissata al 35%, mentre il restante 30% è stato riservato a Dina Minna, la segretaria che gli è stata accanto per decenni, divenendo figura centrale nella sua vita professionale e privata.
Il nodo della consistenza patrimoniale
La procedura non è però così lineare come potrebbe apparire dalla lettura delle disposizioni testamentarie, poiché – è noto – alcune proprietà immobiliari di grande valore erano già state alienate dal conduttore in vita. Questo passaggio, che precede la sua scomparsa, rende necessaria un'accurata verifica per stabilire l'esatto ammontare dell'asse ereditario su cui applicare le percentuali indicate. Le trattative, pertanto, vertono non solo sull'adempimento formale delle ultime volontà, ma anche su una valutazione condivisa di ciò che effettivamente compone il patrimonio residuo, un aspetto che contribuisce a spiegare la lunghezza delle mediazioni in corso.
Una vicenda senza precedenti giudiziari
Al contrario di quanto accade in molte altre successioni di personaggi pubblici, spesso segnate da battaglie legali plateali, in questo caso le parti sembrano impegnate a trovare una soluzione consensuale, pur nel solco di dissensi che rendono le trattative più laboriose. Non si registrano, ad oggi, ricorsi formali alla magistratura per contestare la validità dei testamenti o la ripartizione delle quote, un elemento che lascia intendere come i protagonisti della vicenda preferiscano una risoluzione privata. La volontà sembra essere quella di onorare la memoria di Baudo rispettando il suo volere, anche se la strada per giungere a una chiusura definitiva dell'iter successorio richiede ancora tempo e pazienza, considerata la mole e la delicatezza degli interessi in gioco.




