Zelensky ritira la legge sull’anticorruzione dopo le proteste, promette un nuovo testo
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Redazione Esteri
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Volodymyr Zelensky ha fatto marcia indietro sulla controversa legge che minava l’autonomia delle agenzie anticorruzione, approvata appena due giorni fa dal parlamento ucraino. Le piazze, riempite da attivisti e cittadini, insieme alle pressioni degli alleati europei, hanno costretto il presidente a rivedere la posizione. «Ringrazio tutti coloro che lottano per il nostro Stato», ha detto Zelensky, annunciando un nuovo testo che, a suo dire, «rafforzerà effettivamente lo stato di diritto».
La rapidità con cui la Rada è stata convocata per correggere il provvedimento – rinviando persino le ferie estive – dimostra quanto la questione sia delicata. Bruxelles, che aveva espresso forti riserve sulla legge originaria, sembra aver accolto con favore la retromarcia, anche se il nuovo testo dovrà essere valutato nei dettagli. Intanto, Kiev continua a denunciare i preparativi russi per un’offensiva su larga scala, mentre la guerra prosegue senza soste.
Olga Rudenko, direttrice del Kyiv Independent, aveva duramente criticato la precedente normativa, definendola un tentativo di «nascondere i problemi sotto il tappeto». In un editoriale, aveva puntato il dito contro la legge 12414, accusandola di svuotare gli uffici anticorruzione proprio nel momento in cui l’Ucraina ha più bisogno di trasparenza. Le sue parole hanno trovato eco tra l’intellighenzia locale, già allarmata da quello che molti considerano un preoccupante arretramento nella lotta alla corruzione.




