Kiev, migliaia in piazza contro la legge che limita le agenzie anticorruzione. Zelensky ritira il provvedimento
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Redazione Esteri
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Mentre l’Ucraina continua a resistere all’invasione russa, scoppia un nuovo fronte interno, questa volta legato alla lotta alla corruzione. Migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città del Paese per protestare contro la legge, approvata dal parlamento e firmata dal presidente Volodymyr Zelensky, che riduceva l’autonomia dell’Ufficio nazionale anticorruzione (Nabu) e della Procura specializzata anticorruzione (Sapo). Una mossa che, secondo i manifestanti e gli osservatori internazionali, avrebbe minato la credibilità di Kiev proprio nel momento in cui l’Ue valuta i progressi del Paese verso l’adesione.
Le proteste, le prime di questa portata dal febbraio 2022, hanno riempito le strade di Kiev e di altre città, con cartelli che denunciavano un tentativo di indebolire gli organismi preposti a contrastare gli abusi di potere. Nonostante il conflitto in corso, la questione ha mobilitato cittadini e attivisti, segno di quanto il tema della trasparenza rimanga centrale per una società che, dopo anni di scandali, aveva visto nella creazione di queste agenzie un segnale di svolta.
La reazione di Zelensky non si è fatta attendere. Già il 24 luglio, appena due giorni dopo l’approvazione della norma, il presidente ha presentato un nuovo disegno di legge per ripristinare l’indipendenza del Nabu e della Sapo. Un dietrofront improvviso, dettato non solo dalla pressione popolare, ma anche dalle critiche arrivate da Bruxelles, dove si teme che un ridimensionamento degli strumenti anticorruzione possa compromettere il percorso di avvicinamento all’Unione.




