Cortina, residenti e commercianti tra entusiasmo olimpico e timori per il domani
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Redazione Sport
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Sul futuro e sull’eredità dei Giochi olimpici si interrogano anche gli abitanti di Cortina d’Ampezzo. Fin dall’inizio non sono mancati dubbi e perplessità, soprattutto riguardo all’impatto dei lavori sul territorio e ai disagi destinati a rimanere, magari, anche dopo la fine dell’evento. Se da una parte c’è l’entusiasmo dei sostenitori delle Olimpiadi, dall’altra si è sempre fatto sentire lo scetticismo di molti residenti, i quali ora, a giochi ormai avviati, osservano la trasformazione della loro Conca con un misto di orgoglio e cautela. La vera atmosfera dei Giochi, quella fatta di delegazioni che passeggiano tra i turisti e di neve che imbianca cartoline da mostrare al mondo, sembra aver contagiato anche i più dubbiosi, ma la domanda di fondo resta: cosa resterà quando i riflettori si spegneranno?
L’organizzazione e il successo di pubblico, dalla Lombardia alle Dolomiti
Le Olimpiadi “made in Italy” si stanno rivelando, al di là delle previsioni più pessimistiche che parlavano di ritardi, cantieri fermi e ricorsi al Tar, un successo mondiale sotto il profilo organizzativo e della partecipazione di pubblico. I numeri presentati a “Casa Lombardia” in piazza Regione, a Milano, fotografano un’edizione da record, con il capoluogo lombardo che ha raggiunto il 95% di biglietti venduti e la Valtellina che si conferma destinazione globale. Sono 1.655 gli atleti coinvolti, per un totale di 441 medaglie assegnate in 64 eventi sportivi nelle sole sedi lombarde, un risultato che testimonia la complessità e la riuscita di una macchina organizzativa enorme e che ha dovuto gestire location geograficamente distanti. La Rai, del resto, sta raccontando un’Italia vincente anche nel medagliere, con numeri che, a pochi giorni dalla chiusura, sono già da incorniciare.
L’euforia contagiosa e lo sguardo del sindaco Lorenzi
In questo contesto di entusiasmo crescente, l’umore a Cortina è palpabile. Un’atmosfera olimpica che avvolge la Conca e che, giorno dopo giorno, trasforma il volto del paese, con lo scetticismo iniziale che, per forza di cose, ha dovuto lasciare spazio all’euforia di residenti e turisti. Il sindaco Gianluca Lorenzi, tracciando un primo bilancio dei Giochi da Casa Veneto, non nasconde la soddisfazione, pur mantenendo lo sguardo già rivolto alle prossime Paralimpiadi. «È stato pazzesco – ha commentato Lorenzi, rientrato dalla cerimonia inaugurale di Milano – vedere finalmente i riflettori accesi su un lavoro durato anni». Il primo cittadino ha poi voluto rimarcare la differenza tra la realtà metropolitana e quella ampezzana: «Milano è una grande città – ha spiegato – e lì le Olimpiadi risultano più dispersive; da noi, invece, tutto è concentrato, ed è per questo che tutti vogliono venire a Cortina. Le location sono vicine, le delegazioni incrociano i turisti, e questo crea un’atmosfera unica».
I cantieri e la proiezione verso il futuro, oltre i cinque cerchi
Tuttavia, il paese non è solo vetrine illuminate e medaglie. Cortina è piena di cantieri, transenne e impalcature, elementi che, inevitabilmente, hanno causato e causano disagi. Ma il sindaco invita a leggere questi interventi come una proiezione verso il futuro. «Le Olimpiadi – ha dichiarato – sono un’opportunità che abbiamo colto per rilanciare quella Cortina del 1956 che si era un po’ seduta. Ci sono tantissimi investimenti, pubblici e privati, che guardano avanti. Ne è valsa la pena». Tra questi, le nuove strade, finanziamenti che altrimenti non sarebbero mai arrivati, e il tanto discusso Sliding Centre, la pista da bob, slittino e skeleton nata a cento metri da casa sua, che già con i mondiali di novembre aveva ricevuto il plauso delle federazioni. Un gioiello tecnico e di sicurezza, lo definisce, per il quale si sta già programmando l’utilizzo nei prossimi quattro anni, a testimonianza di un’eredità che si vorrebbe concreta e duratura.
La scelta del marketing e l’assenza del simbolo ufficiale
C’è poi un aspetto che non è passato inosservato, ovvero la relativa assenza dei cinque cerchi e del marchio ufficiale di Milano-Cortina 2026 per le strade di Cortina. Una scelta ponderata, quella dell’amministrazione, legata ai costi proibitivi richiesti per l’utilizzo del simbolo. «L’utilizzo del simbolo – ha confermato Lorenzi – aveva un range di costo fra i 5 e i 7 milioni di euro. Noi, fino ad ora, ne abbiamo investiti 5 in garanzie per servizi, stakeholder e marketing, creando un nostro logo, “Cortina 1956-2026”, che ci permetterà di rilanciare l’immagine del territorio anche negli anni a venire». Una scelta imprenditoriale, più che celebrativa, che punta a sfruttare la vetrina olimpica per costruire un brand territoriale autonomo e duraturo. Una decisione che, se da un lato priva la Conca di un po’ di ufficialità, dall’altro la rende protagonista di una strategia di marketing lungimirante, proiettata oltre la sbornia delle due settimane a cinque cerchi.




