Askatasuna, blitz della polizia: 14 perquisizioni e 19 misure cautelari chieste per gli scontri di gennaio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dalle prime ore di venerdì 9 ottobre è in corso una vasta operazione della Polizia di Stato legata agli scontri avvenuti il 31 gennaio a Torino durante la manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Gli agenti stanno eseguendo 14 perquisizioni domiciliari in diverse città italiane nei confronti di militanti antagonisti indagati per i fatti di quella giornata.

L'inchiesta della procura di Torino

Il pubblico ministero Paolo Scafi aveva richiesto 19 misure cautelari nei confronti degli indagati, tutti militanti antagonisti residenti tra Torino, Genova, Cagliari, Firenze, Imperia e Reggio Emilia. Le accuse contestate, a vario titolo, comprendono resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento, porto di oggetti atti all'offesa, rapina e tentato omicidio.

I decreti di fissazione degli interrogatori preventivi sono stati notificati con il supporto delle questure di Genova, Cagliari, Firenze, Imperia e Reggio Emilia.

La ricostruzione degli inquirenti

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, durante il corteo del 31 gennaio oltre mille manifestanti, in larga parte travisati e vestiti di nero, avevano deviato dal percorso preavvisato dirigendosi verso lo stabile di corso Regina Margherita 47. Qui avevano attaccato per circa due ore le forze dell'ordine schierate a protezione dell'immobile con il lancio di pietre, bottiglie, artifizi esplodenti e altri oggetti contundenti, creando anche barricate infuocate.

Nel corso degli scontri, i manifestanti hanno incendiato un mezzo del Reparto Mobile di Torino, a bordo del quale si trovava un agente di Polizia, e aggredito con calci e colpi di martello un altro operatore dopo avergli sottratto il casco e lo scudo in dotazione.

Il bilancio dei feriti e le reazioni

Il bilancio di quella giornata fu pesante: secondo i dati diffusi nei giorni successivi, gli agenti delle forze dell'ordine rimasti feriti furono complessivamente 108, tra cui 96 poliziotti, sette finanzieri e cinque carabinieri. Tra i feriti anche un funzionario della questura di Torino che riportò la frattura di un braccio. Il 118 gestì il trasferimento di 103 feriti nei principali ospedali cittadini.

L'episodio dell'aggressione al poliziotto Alessandro Calista, avvenuto durante gli scontri, era stato ripreso in un video diffuso dalla polizia.

Il contesto della vicenda

Askatasuna, parola basca che significa "libertà", era un centro sociale autogestito attivo a Torino dal 1996, quando un gruppo di militanti dell'area autonoma occupò l'edificio di corso Regina Margherita 47, una palazzina costruita nel 1880. Nel gennaio 2024 la giunta comunale guidata dal sindaco Stefano Lo Russo aveva avviato un percorso per riconoscere l'immobile come bene comune, attraverso un patto di collaborazione con un comitato di garanti.

Il 18 dicembre 2025 la Digos, con un ingente dispiegamento di forze dell'ordine, eseguì lo sgombero e il sequestro dell'edificio, ponendo fine a quasi trent'anni di occupazione. Il sindaco Lo Russo aveva motivato la decisione con il mancato rispetto delle prescrizioni relative all'interdizione all'accesso ai locali.

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