Pogacar domina la prima tappa del Delfinato: Vingegaard e Van der Poel non bastano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c’è stato bisogno di attendere per assistere a uno spettacolo che, almeno sulla carta, sembrava destinato a esplodere solo nei giorni cruciali. Già nella prima tappa del Giro del Delfinato, Tadej Pogacar ha imposto la sua legge, aggiudicandosi la volata in un quartetto stellare composto da Jonas Vingegaard, Mathieu Van der Poel e Remco Evenepoel. Uno scenario che, seppur prevedibile, ha confermato come la corsa francese sia già un banco di prova decisivo per i favoriti del Tour de France.

«La Visma ha attaccato con tutti gli uomini e Vingegaard ci ha fatto veramente male», ha ammesso Pogacar, sottolineando l’aggressività della squadra avversaria, che nel finale ha cercato di spezzare la corsa sull’ultima asperità, la Côte de Buffon, a 4,5 chilometri dal traguardo. Il danese, reduce da un lungo periodo di assenza, ha dimostrato di essere in forma smagliante, ma non abbastanza per contrastare lo sloveno, che all’ottavo successo stagionale ha aggiunto la prima maglia gialla.

Quello che ha sorpreso, tuttavia, è stata la presenza di Evenepoel tra i protagonisti. Il belga, inizialmente colto di sorpresa dall’accelerazione di Vingegaard, ha reagito con una rimonta fulminea, riagganciando il gruppetto di testa e contribuendo a tenere a bada il gruppo. «È stata un po’ una sorpresa correre per la vittoria», ha confessato, «ma nel ciclismo moderno non sai mai cosa aspettarti». Una considerazione che ben riassume l’imprevedibilità di una gara già ricca di colpi di scena.

Mentre i big lottavano per la vittoria, il bilancio per gli italiani è stato deludente: Simone Velasco, ventesimo, è stato il miglior piazzato, in un contesto dove la rappresentanza azzurra appare numericamente e qualitativamente ridotta. Intanto, le parole di Pogacar – «Forse smetterò presto, non preoccupatevi» – hanno lasciato spazio a interpretazioni, sebbene il suo sorriso suggerisse più un’ironica provocazione che un reale addio.

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